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01.06.2026

Maturità 2026, ha ancora senso l’esame? Per quasi la metà no. E il 72% dei docenti boccia la riforma Valditara – Esiti SONDAGGIO

Maturità, t’avessi cambiata prima: per sette docenti su dieci la riforma Maturità di Valditara non cambierà in positivo l’esame di stato. Questo quanto emerge da un sondaggio della Tecnica della Scuola, al quale hanno partecipato 407 insegnanti.

Il risultato arriva quando mancano poco più di due settimane all’esame di Maturità 2026, il primo in cui si applica la nuova riforma dell’esame di stato voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara che si traduce in alcuni articoli inseriti nel decreto legge n. 127 del 9 settembre scorso denominato anche DL Maturità. Il decreto è poi diventato legge lo scorso 28 ottobre con l’approvazione definitiva alla Camera.

Il tema è di grandissima attualità: proprio nella prima settimana di giugno (probabilmente il 4) verranno pubblicati i nominativi dei commissari esterni dell’esame.

I dati del sondaggio

La rilevazione online ha coinvolto in modo diretto 468 persone: complessivamente, hanno partecipato 407 insegnanti.

Maturità 2026, altro che riforma: ha ancora senso l’esame?

Di fronte alla domanda “Secondo te ha ancora senso l’esame di Maturità, anche se recentemente rinnovato da Valditara?” la risposta dei docenti è positiva, ma sono moltissimi coloro che non vedono più alcun senso nell’esame di Maturità.

Ad essere poco convinti dell’utilità dell’esame sono infatti ben 177 docenti su 407, quasi la metà dei partecipanti al sondaggio (il 43,49%), che non sono certo pochi. Nelle risposte aperte al sondaggio alcuni partecipanti hanno spiegato il perché della loro scelta:

“Non si dovrebbe proprio sostenere perché non ritengo che il risultato degli esami debba condizionare quanto svolto nel corso di studi dei 5 anni”.

“Dovrebbe essere eliminata e sostituita da un portfolio di competenze”.

“Andrebbe eliminata, in alternativa semplificata al massimo con costi minimi per lo Stato”.

“Tornare ad essere serio, adesso è solo una formalità senza senso”.

Ricordiamo in ogni caso che l’esame di Stato è espressamente previsto dall’articolo 33 della Costituzione che recita:  “E’ prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi”. Questo significa che per eliminare l’esame di Stato conclusivo è necessaria una legge costituzionale che richiede una procedura lunga e complessa.

Maturità 2026, riforma Valditara: cosa ne pensano i docenti?

Ma cosa pensano i docenti della riforma? Ne condividono la struttura? A quanto pare no: 297 docenti su 407, (il 72,97%, sette su dieci) non sono d’accordo con la novità ministeriale.

Per andare sul concreto, abbiamo chiesto agli insegnanti: “Quale degli aspetti della riforma della Maturità di Valditara ti convince di più?“. Ecco le risposte.

I docenti gradiscono maggiormente l’eliminazione del documento finale al colloquio, seguito dall’obbligo di svolgere il colloquio e dalla riduzione del numero dei commissari. All’ultimo posto, nelle scelte, l’istituzione delle quattro materie da portare al colloquio, scelte dal Mim a gennaio.

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Precisiamo che l’indagine è stata realizzata dalla testata giornalistica “La Tecnica della Scuola” nel periodo che va dal 28 maggio al 1° giugno 2026. Hanno partecipato 468 lettori. Il sondaggio non ha carattere di scientificità: i risultati derivano da conteggi automatici.

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