Le artoteche in Italia sono servizi culturali, spesso integrati nelle biblioteche, che permettono il prestito gratuito di opere d’arte contemporanea come incisioni, stampe o sculture per periodi limitati, favorendo l’accesso gratuito e libero all’arte. Questo modello, nato in Nord Europa negli anni ’50 (Germania, Olanda, Francia), si è diffuso lentamente in Italia a partire dal 2013, con esempi in diverse regioni. Esistono legami con progetti scolastici, come laboratori per creare opere d’arte ispirate al concetto di artoteca.
L’ultima biblioteca ad aderire al progetto, in ordine di tempo, è stata quella di Spino d’Adda: da qualche mese, anche nella cittadina lombarda, nel Cremonese, è possibile prendere in prestito gratuitamente opere d’arte originali, seguendo la stessa procedura valida per i libri.
Le Artoteche promuovono l’educazione artistica attraverso laboratori e prestiti per scuole, integrandosi con programmi nazionali. Uno dei primi esempi è stato il progetto “Una artoteca a scuola” dell’Istituto Superiore “Archimede” (Napoli, Campania), parte del Piano delle Arti (Indire), nell’ambito del quale già nel 2019 18 studenti realizzarono un’opera ibrida con un artista emergente in 60 ore di laboratorio, potenziando competenze in arti visive e patrimonio culturale. In Alto Adige, le artoteche – tra le prime a nascere in Italia nel 2013 – organizzano durante ogni anno scolastico incontri con artisti e laboratori aperti, estendibili a contesti educativi. In Emilia Romagna a Cavriago c’è la prima artoteca nata in Italia, che mette a disposizione di chiunque, per un massimo di 45 giorni, due opere tra le 150 presenti dei 40 artisti coinvolti nell’iniziativa. E’ in corso proprio a Cavriago l’iniziativa “Talee Tatuaggi e Libri d’artisti”, con laboratori aperti a bambini dai 10 anni in su sabato 14 e 21 febbraio.
Stando ai dati forniti da Openpolis, sono quattro su dieci i bambini, le bambine e gli adolescenti di età compresa tra i 6 e i 17 anni che hanno visitato un museo o una mostra nel nostro Paese tra il 2022 e il 2023. Solo il 40% a livello nazionale, quota che in Calabria e Puglia scende sotto il 25%. Generalmente sono le famiglie in difficoltà economica a rinunciare alla fruizione dei luoghi della cultura e in quest’ottica la scuola svolge un ruolo cruciale, infatti nel 2022 circa il 74% dei musei ha svolto visite guidate per scolaresche, e il 45% ha tenuto dei laboratori didattici. Solo il 30% delle istituzioni museali, però, riferisce di avere attivato vere e proprie collaborazioni strutturate con il mondo della scuola, e appena il 12% circa ha proposto progetti rivolti in modo mirato a chi vive in povertà.
Fruire dell’arte è un modo per conoscere la contemporaneità da un punto di vista critico, perché l’artista è un soggetto in opposizione, una persona che crea per uno stato di insoddisfazione, di mancanza, di desiderio. E questo è un aspetto che bambini e bambine dovrebbero scoprire: purtroppo è soprattutto chi proviene da famiglie in difficoltà economiche a essere carente di esperienze educative e culturali di questo tipo, afferma Silvia Spadoni, coordinatrice del dipartimento di Comunicazione e didattica dell’arte dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, e docente di pedagogia e didattica dell’arte e di didattica dei linguaggi artistici. Per questo Artoteca si pone come una risorsa, per avvicinare a scuola e nell’extrascuola sin dai primi anni di vita bambini e bambine in modo accessibile, inclusivo e stimolante. Oltre alla visita a luoghi museali e alla partecipazione alle attività laboratoriali, si può considerare il progetto Artoteca un’ulteriore occasione da far crescere nel panorama scolastico nazionale.