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Azzolina: non toglierò il rossetto rosso, giudicatemi per come lavoro. Salvini risponderà al giudice per i suoi post sessisti

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“Ho avuto a che fare con l’odio partito da alcuni gruppi leghisti. E sono stata costretta a querelare Matteo Salvini, perché ha fatto vari post di natura sessista, ad esempio sul mio esame orale al concorso per dirigente”: a dirlo è stata la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina intervistata venerdì 9 ottobre da Selvaggia Lucarelli, nel corso della trasmissione radiofonica “Le Mattine di Radio Capital”.

I post di Salvini condivisi dalle donne del suo partito

A proposito della querela a Salvini, la ministra dice che “sta andando avanti. Gli esponenti politici sono quelli che dovrebbero dare l’esempio. Non è questione di colore politico, ma di rispetto delle persone, se tu sai che fai dei post in cui ci sono delle parole ben precise che usi, che possono scatenare tutti quei commenti e li lasci lì sotto, non li controlli, anzi li fai girare e provi quasi piacere in questo, credo che ci sia qualcosa di distorsivo”.

“La cosa che più mi ha scioccata – ha continuato Azzolina – è che questi post da lui pubblicati vengono condivisi dalle donne del suo partito. E sotto i post delle donne del suo partito restano commenti sessisti che nessuno controlla né cancella. Io ero abituata a scuola dove tutto questo non esisteva”.

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“La prima reazione fisica è stata quella del vomito”

La titolare del MI si dice molto seccata di quanto avvenuto. “È stato difficile, quando leggi tutte quelle volgarità la prima reazione fisica è stata quella del vomito. Poi ho interiorizzato e ho capito che sono queste persone a farmi pena”.

“La scuola – ha continuato – può essere l’antidoto alla violenza di genere e verbale contro le donne. In Italia dobbiamo decostruire certi stereotipi patriarcali che esistono ancora, a partire dai libri di testo, dove la mamma stira e cucina, e il padre porta i soldi a casa”.

L’odio social sta peggiorando

La ministra dell’Istruzione ha detto che “l’odio social si è acuito, ma lo subisco da quando ero solo una parlamentare. Il primo articolo che fu scritto era del 2018, sulle mie labbra scarlatte che ricordavano “A qualcuno piace caldo”, da lì si potrebbe scrivere un’enciclopedia sul mio rossetto rosso, e poi su tutti gli insulti sessisti che ho ricevuto”.

A proposito del suo rossetto rosso, Azzolina ha risposto con decisione: “Dovrei toglierlo? Fino a quando non diranno ad un uomo di che lunghezza deve avere la barba, o come deve mostrarsi, non si capisce per quale motivo debbano essere sempre le donne ad essere giudicate per il loro aspetto”.

“Io devo essere giudicata per il mio lavoro”, ha concluso seccamente la titolare del dicastero dell’Istruzione.

Pittoni: la ministra non accetta i giudizi

A replicare proprio su questa ultima affermazione della ministra è stato il senatore Mario Pittoni, responsabile Scuola della Lega e vice presidente della commissione Cultura.

“A Radio Capital – scrive il senatore su facebook – Azzolina ha affermato di voler essere giudicata per il suo lavoro da ministro. Il problema è che poi non accetta i giudizi. Anzi, rilancia offendendo docenti precari che da anni tengono in piedi il sistema scolastico. Ha forse dimenticato che in campagna elettorale l’impegno era di eliminare il precariato, non i precari?”.

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