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Azzolina: subito in classe con recuperi di pomeriggio per tutti e vaccini ai docenti, l’Italia non può guardare solo agli anziani

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Tornare a scuola oggi e recuperare le lezioni perse pure di pomeriggio, anche grazie ai ristori formativi: è tutto pronto, basta che le Regioni dicano sì. Stop alla didattica a distanza, anche perché i ragazzi hanno bisogno di socialità. Sui vaccini per il Covid, i docenti e il personale Ata avranno la priorità. Alla scuola dal Recovery plan ben 27 miliardi, poiché vanno considerati pure quelli dell’edilizia per gli istituti. Una eventuale crisi di governo farebbe male al Paese. Sono alcuni dei temi toccati della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina durante un intervento a ‘Uno Mattina’ del 12 gennaio.

Si recupera ora

“Non credo si possa pensare di recuperare d’estate: bisogna recuperare oggi”, ha detto la titolare del Mi.

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“È più facile chiudere la scuola perchè la scuola non ha bisogno di ristori. Sarò io oggi a chiedere i ristori formativi: ci sono anche bambini della scuola primaria che sono andati a scuola meno ma so bene che vengono da 3 mesi di dad dell’anno precedente”.

Ristori per tutti i cicli

“Chiederò ristori formativi per fare apprendimenti potenziati anche nel pomeriggio, per fare educazione all’affettività e incrementare l’aiuto psicologico. Le risse tra i giovani sono diventate più frequenti in questo periodo. Ma ora bisogna intervenire non di certo in estate. Il 7 gennaio sono tornati a scuola in 5 milioni, ma vengono da mesi di dad e bisogna recuperare adesso”.

I corsi di recupero, ha specificato, verranno chiesti “non solo per la scuola superiore ma anche per la scuola primaria”.

La DaD alla lunga non va bene

Il tempo della DaD è finito. “La didattica a distanza – ha detto Azzolinia – è una misura che ho voluto e in cui credo ma che non può essere portata troppo alle lunghe, rischia di creare diseguaglianze, colpisce i ragazzi più deboli perché la scuola non è solo luogo di apprendimento è vita, socialità, cura dell’affettività, anche rispetto a situazioni familiari difficili. I ragazzi hanno ragione a dire che vogliono tornare a scuola”.

Il problema è sanitario

Però tre milioni e mezzo di alunni continuano a fare lezione da casa. “Il problema non è il trasporto ma sanitario – ha specificato la ministra -: si va a colpire la scuola superiore che è chiusa da novembre, che non può essere causa dell’aumento dei contagi”.

Azzolina ha detto che può “pensare di vedere i ragazzi al pomeriggio al centro commerciale: i ragazzi non sono a casa tutto il giorno, escono, hanno bisogno di socialità. Abbiamo fatto con loro black out socialità e la cercano fuori dalla scuola. Così non si controlla la curva sanitaria”.

Gli studenti hanno ragione

Quindi ha aggiuntoi: “I ragazzi hanno ragione: abbiamo acceso i pc ma spento gli animi. Tutti dobbiamo ricordare che l’Italia deve pensare alle giovani generazioni, non essere un Paese che si occupa solo delle generazioni più anziane”.

Il ritorno a scuola dipende dalle Regioni

Sul ritorno, ribadisce, è tutto pronto. Certo, puntualizza, “decideranno le Regioni quando riaprire: io come governo ho messo in essere tutto quello che era necessario per far ripartire la scuola, abbiamo lavorato su mezzi pubblici, igienizzanti, mascherine”.

“Sono state fatte azioni concrete e reali; quando i governatori decideranno che i ragazzi possono tornare a scuola potranno farlo, è tutto pronto”.

Vaccini, docenti e Ata subito dopo sanitari e anziani

Sulle vaccinazioni, la responsabile del dicastero dell’Istruzione non ha dubbi: “i docenti sono stati considerati categoria prioritaria ma dopo i sanitari e gli anziani. È vero, la scuola è un servizio pubblico essenziale, anche il personale Ata va vaccinato il prima possibile”.

“L’Italia sta vaccinando in modo celere, prima ci vacciniamo tutti e meglio sarà; spero si faccia prestissimo con i sanitari e i nostri nonni per arrivare poi alla scuola, partendo dai docenti fragili e da chi ha una età più avanzata per arrivare ai più giovani”.

Ben 27 miliardi in arrivo dall’Ue

L’Europa, ha ricordato, darà una grossa mano all’Istruzione italiana.

“Sulla scuola abbiamo messo 7 miliardi; nel Recovery sulla scuola ci sono oltre 27 miliardi considerando tutti i fondi europei, Con questa cifra si può mettere a punto un piano a 360 gradi per risollevare l’istruzione che è stata negli anni maltrattata, ‘messa in uno sgabuzzino’ e che va finalmente risollevata”.

Se il governo cade non è un bene

La possibile imminente crisi di governo non viene considerata in modo positivo. “Qualche cosa succederà: evito di fare previsioni sulla crisi di governo, ma questa indebolisce, oltre alla classe politica, anche il paese”.

Secondo Azzolina, “in un momento di pandemia, in cui dobbiamo vaccinare, riaprire la scuola, in cui ci sono tante attività in difficoltà, quello che ci vuole non è una crisi di governo, mi auguro prevalga senso di responsabilità. Questa dovrebbe essere il punto principe a cui guardare quando si fa politica”, ha concluso la titolare del MI.