Home Archivio storico 1998-2013 Riforme Bersani-ter (misure urgenti sull’istruzione): Rifondazione contraria, provvedimento a rischio

Bersani-ter (misure urgenti sull’istruzione): Rifondazione contraria, provvedimento a rischio

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Prosegue, fra molte difficoltà, l’iter parlamentare del disegno di legge “Misure urgenti in materia di istruzione”: nella giornata del 27 luglio il provvedimento è ritornato alla VII Commissione della Camera (Istruzione e Cultura) dopo aver subito pesanti modifiche nel passaggio attraverso la Commissione Bilancio.
A nome di Rifondazione Comunista l’onorevole Vladimir Luxuria ha annunciato il voto contrario del proprio gruppo parlamentare e questo complica non poco l’intera vicenda: è vero che alla Camera il provvedimento potrebbe essere approvato anche senza il voto della sinistra radicale, ma al Senato se la maggioranza non sarà compatta non ci sarà nessuna possibilità di approvare il disegno di legge.
Si pone quindi a questo punto un problema di natura politica che dovrà essere risolto quanto prima dal Governo. I punti più controversi riguardano il rinvio a data da destinarsi (forse alla Finanziaria del 2008) della cancellazione della Tarsu per le scuole e della esenzione Iva per tutti gli acquisti di beni e servizi destinati alla didattica: queste due misure erano state inserite nel testo del disegno di legge proprio dalla Commissione Istruzione, ma successivamente la Commissione Bilancio aveva sollevato non pochi dubbi sulla loro copertura finanziaria.  
Ma la questione più rilevante concerne il tempo pieno: la formulazione iniziale è stata praticamente stravolta dalla Commissione Bilancio che ha approvato un testo molto generico che subordina la realizzazione del tempo pieno al rispetto della dotazione complessiva dell’organico di diritto determinata con decreto del Ministro della pubblica istruzione  di concerto con il Ministro dell’Economia.
“Il numero dei posti complessivamente attivati a livello nazionale per le attività di
tempo pieno e tempo prolungato
– precisa anzi il testo attuale del disegno di legge – devono essere individuati nell’ambito dell’organico di cui al precedente periodo”.
Nonostante il voto contrario di Rifondazione Comunista, il provvedimento è stato comunque approvato dalla Commissione Istruzione e in questa forma sarà presentato in aula dalla relatrice, l’ onorevole Alba Sasso. Difficile ora fare previsioni; l’esperienza passata dimostra che tutto potrebbe accadere: l’aula potrebbe apportare nuove modifiche oppure il Governo potrebbe concordare con i pezzi dissidenti della maggioranza un emendamento di mediazione e di porre sul provvedimento il voto di fiducia. Ma ormai è quasi certo che se ne riparlerà a settembre.