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Blocco scatti anzianità, emendamento pronto. Ma a pagare sono sempre i prof

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Sembra finalmente chiara la strada su cui il Governo starebbe lavorando per evitare il blocco degli scatti di anzianità previsto nella manovra finanziaria varata a fine maggio dal Consiglio dei ministri: i costi verrebbero assorbiti dal 30% dei risparmi derivanti dalla Legge 133/08, cui aveva fatto riferimento lo stesso ministro Tremonti creando però interpretazioni diverse per la limitatezza espositiva del suo intervento.
L’operazione sarebbe già a buon punto: lo spostamento di risorse ha infatti trovato spazio in alcuni emendamenti predisposti per la Finanziaria 2010. Ed oltre alla copertura degli scatti di anzianità (art. 8 comma 14), si prevede anche l’erogazione di tali risorse finalizzata nei tre anni (art. 9 comma 1) e la salvaguardia della validità giuridica del triennio per la progressione di carriera (art. 9 comma 23).
Gli emendamenti hanno subito trovato il favore dei sindacati, che sul blocco degli scatti di anzianità, applicato con particolare severità al personale della scuola, nelle scorse settimane avevano puntato i piedi attuando diverse modalità di protesta (dallo sciopero al blocco degli scrutini a manifestazioni di vario genere). “Gli emendamenti presentati dal relatore – sostiene Massimo Di Menna, segretario Uil Scuola – confermano la copertura finanziaria, in coerenza con gli impegni assunti dal ministro Tremonti, e vanno nella direzione da noi auspicata“.
Il sindacalista della Uil ha anche indicato quali dovranno essere i prossimi passaggi per definire, in modo equo, la situazione contrattuale del personale: prima di tutto servirà l’approvazione del decreto con relativo emendamento“, poi “la certificazione delle risorse (che per il 2009 si deve chiudere rapidamente)“, infine servirà un incontro tra ministro dell’Istruzione, ministro dell’Economia e sindacati della scuola finalizzato all’emanazione del decreto per l’erogazione delle risorse e per dare certezza alle persone di avere gli scatti di anzianità previsti dal contratto vigente.
Per quanto riguarda la destinazione di tali risorse non è previsto alcun livello di contrattazione perché la finalizzazione è per gli scatti di anzianità legati ad un contratto già in vigore. Resta da affrontare la questione degli anni a partire dal 2013, che comunque si dovrà definire contrattualmente, visto che è proprio per via contrattuale che sono definiti gli aumenti per il personale.
Resta però un altro dubbio, a nostro parere non di poco conto: ma il 30% dei risparmi previsto dalla Finanziaria del 2008, pari a 2 miliardi e mezzo di euro complessivi a fronte degli oltre 8 miliardi di euro derivanti dal taglio di cattedre, istituti, risorse e quant’altro, non dovevano essere indirizzare per premiare il personale della scuola? Poiché nei giorni scorsi dal Governo è trapelato che quei soldi serviranno anche per compensare i debiti (oltre un miliardo di euro) che i 10.000 istituti scolastici italiani vantano nei confronti del Miur (riferiti a Fis, supplenze, corsi di recupero, ecc.), quanti soldi rimarranno per il tanto decantato merito?