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Bonus premiale e merito escono dal lessico scolastico: lo dice Flc-Cgil

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“Bonus docenti”: ormai è una parola vuota: lo annuncia la Flc-Cgil che su questo punto sta costruendo anche una parte della campagna elettorale per il rinnovo delle RSU.

Flc-Cgil: con il nuovo contratto cambia il lessico della scuola

Parole come “bonus” e “merito” scrive la Flc in un volantino che verrà utilizzato nel corso della campagna elettorale “possono essere cancellate dal lessico scolastico”.
“Il bonus premiale – spiega infatti il sindacato di Francesco Sinopoli – confluisce in parte nel salario e in parte nelle risorse del fondo da contrattare. Superata anche la discriminazione nei confronti dei supplenti che ne erano esclusi”.
“Certo – si legge ancora nel volantino – il comitato di valutazione continuerà a fornire i suoi indirizzi, ma sarà il contratto di istituto a stabilire quali criteri, anche in connessione con le attribuzioni di tutte le altre remunerazioni accessorie (FIS, alternanza scuola-lavoro, fondi comunitari, nazionali e quant’altro vada a retribuire la prestazione del personale docente, anche precario) devono presiedere all’attribuzione dei compensi”.

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Ma quest’anno tutto dovrebbe restare come prima

Non è del tutto chiaro se con questo la Flc-Cgil intenda aprire un contenzioso sulle modalità di attribuzione del “fondo premiale” per questo anno scolastico: il contratto che sta per essere firmato in via definitiva, infatti, cambia le regole sul bonus, ma a partire dal 2018/19 lasciando quindi intendere che – almeno per quest’anno – non ci sono cambiamenti.
Peraltro non è del tutto chiaro quale rapporto ci sarà, a partire dal prossimo anno, fra contrattazione di istituto e criteri fissati dal comitato di valutazione.
Flc-Cgil se la cava scrivendo che il comitato “fornisce indirizzi” ma che è il tavolo contrattuale a fissare i criteri.
Purtroppo la questione non è così banale perché la legge stabilisce esplicitamente che il Comitato di valutazione “individua i criteri per la valorizzazione dei docenti”.
Tutto questo, in ogni caso, a partire dal 2018/19 anche se ormai sappiamo bene che quando si ha a che fare con le regole della Pubblica Amministrazione non bisogna “mai dire mai”.