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Aggiornato il 11.02.2026
alle 12:18

Docente picchiata da alunno mentre la prof di sostegno era assente: riceverà 9mila euro di risarcimento dal Mim

Una storia di violenza nei confronti di una docente si è conclusa con la condanna del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Il dicastero dovrà versare alla donna quasi 9.000 euro complessivi di risarcimento: 7.620 euro per le conseguenze fisiche e 1.170 euro per le spese mediche che la professoressa ha dovuto sobbarcarsi.

La ricostruzione dei fatti

Ma come sono andati i fatti? Come scrive La Repubblica, i fatti risalgono al 12 dicembre 2017. Quel giorno, poco dopo le 9.00, la docente è entrata in classe. Prima di iniziare la lezione, ha sentito una collega invitare un alunno a rientrare in aula. Affacciatasi alla porta, ha visto lo studente accanirsi contro la collega e ha tentato di bloccarlo, venendo poi aggredita davanti agli occhi di un collaboratore scolastico.

Subito soccorsa dagli assistenti amministrativi, è stata accompagnata al pronto soccorso, dove i medici hanno riscontrato all’insegnante dolori, ecchimosi e il distacco parcellare della base della 2° falange di un dito della mano destra, con conseguente applicazione di una stecca gessata per 25 giorni.

L’insegnante, nelle settimane successive, si è dovuta sottoporre a numerose sedute di terapia fisica riabilitativa e ha poi deciso di citare a giudizio il Ministero. Sono state acquisite le testimonianze di altri insegnanti e collaboratori scolastici e il 18 giugno 2025, è stata depositata una consulenza medico legale che ha accertato un danno biologico pari al 4%.

L’alunno violento era già noto

Nella fattispecie, è emerso che le lesioni fisiche subìte dall’insegnante sarebbero state causate da un alunno – peraltro già noto per i suoi comportamenti aggressivi – al quale era stata assegnata una docente di sostegno che, nel giorno e all’ora indicati nell’atto di citazione, non era presente a scuola: dalle verifiche, infatti, aveva un turno dalle 11.00 alle 16.00.

Inoltre, dalle prove testimoniali è stato accertato che, nel giorno e nell’ora indicati non fosse presente neppure l’educatore. Il giudice civile ha accolto la richiesta risarcitoria dal momento che le lesioni e il danno conseguente si sono verificati all’interno della scuola e in orario di lavoro.

Le motivazioni della sentenza

“Il comportamento dell’attrice – scrive il giudice nelle motivazioni – è infatti coerente con i doveri di ogni lavoratore dipendente e, rimanendo vittima delle lesioni fisiche per cui è causa, ha di fatto salvaguardato anche l’incolumità dei propri alunni all’interno della propria classe. E’ evidente – continua il giudice – che, in una condizione così complessa, il Ministero dell’Istruzione sia tenuto, stante la prevedibilità dell’evento (i comportamenti aggressivi dell’alunno erano già noti al Ministero convenuto), a garantire per l’incolumità dello stesso alunno interessato, degli allievi frequentanti l’istituto nonché del personale e collaboratori, adeguata vigilanza, con la predisposizione durante tutto l’orario scolastico di uno o più docenti di sostegno, a seconda delle specifiche esigenze dell’alunno loro affidato, in relazione alle specifiche competenze”.

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