Home Archivio storico 1998-2013 Precari Boom precari, 3 milioni senza lavoro. 38,7% dei giovani inattivi

Boom precari, 3 milioni senza lavoro. 38,7% dei giovani inattivi

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Nel 2012 il numero dei precari ha raggiunto 2 milioni e 375.000 contratti a termine e 433.000 collaboratori, dati che significano 2,8 milioni di lavoratori senza posto fisso.
Il livello di dipendenti a termine è il più alto dal 1993 e quello dei collaboratori dal 2004, cioè dall’inizio delle serie storiche relative. Lo rileva l’Istat.
Prosegue, ininterrotta dal primo trimestre 2010, anche la crescita degli occupati a tempo parziale, che nel quarto trimestre 2012 manifesta un incremento su base annua del 7,9% (+293.000 unità).
I part-time sono in valori assoluti 3 milioni e 982 mila. L’aumento riguarda quasi esclusivamente il part-time involontario, ossia i lavori accettati in mancanza di occasioni di impiego a tempo pieno.
La disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni è salita a gennaio al 38,7%, segnando un nuovo record: è il massimo dall’inizio delle serie storiche dell’Istat sia mensili (gennaio 2004) che trimestrali, ovvero dal quarto trimestre del 1992.
Il record di disoccupazione giovanile rende l’Italia il paese peggiore d’Europa insieme alla Spagna quanto a giovani senza lavoro. In Spagna il tasso ha raggiunto il 55,5%. Lo comunica Eurostat.
Tornando all’Italia, il numero complessivo di disoccupati a gennaio tocca quasi i 3 milioni di unità. Lo comunica ancora l’Istat precisando che i disoccupati aumentano rispetto a dicembre del 3,8% (110 mila unità) a 2 milioni 999 mila.
Su base annua si registra una crescita del 22,7% (+554 mila unità). La crescita della disoccupazione riguarda sia la componente maschile sia quella femminile.
Infine, il tasso complessivo di disoccupazione a gennaio è salito all’11,7%. Anche in questo caso si tratta del tasso più alto dall’inizio delle serie mensili (gennaio 2004) e dall’avvio di quelle trimestrali, ovvero dal quarto trimestre 1992.
Nella media del 2012 il tasso di disoccupazione è risultato pari al 10,7%, in aumento rispetto all’8,4% del 2011. Si tratta del livello più alto dal 1993, primo anno confrontabile delle serie storiche. Lo rileva l’Istat. Al Sud il tasso arriva al 17,2%.