“La scelta di introdurre esplicitamente l’IA, l’intelligenza artificiale, nei programmi scolastici è un passo avanti decisivo. La scuola deve essere il luogo in cui i giovani imparano non solo a utilizzare gli strumenti digitali, ma anche a comprenderli, valutarli criticamente e governarli con responsabilità. Significativo anche lo stanziamento annunciato dal ministro Valditara di 100 milioni di euro per la formazione dei docenti. Nessuna innovazione può essere davvero efficace senza insegnanti preparati, capaci di accompagnare gli studenti nello sviluppo delle competenze necessarie per affrontare l’era dell’algoritmo. In questa sfida educativa, la scuola non è sola: il ruolo delle famiglie resta fondamentale.” A dirlo è stata l’ex ministra dell’Istruzione Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, commentando i temi affrontati in giornata a Palazzo Chigi, durante la riunione del Consiglio dei Ministri, in particolare lo schema di decreto relativo all’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale, in materia di poteri delle Autorità nazionali e di utilizzo dell’intelligenza artificiale nella formazione.
L’ex ministra dell’Istruzione fa osservare che con i provvedimenti approvati oggi dal Consiglio dei Ministri, “l’Italia è tra i primi Paesi europei a dotarsi di una disciplina nazionale organica sull’Intelligenza artificiale“.
Si tratta, ha puntualizzato Gelmini, di “una scelta ambiziosa che punta non solo a formare cittadini consapevoli e capaci di utilizzare la tecnologia come strumento di crescita e opportunità, ma anche a punire chi gioca con la dignità delle persone utilizzando strumenti con quello dei deepfake”, la tecnica per la sintesi dell’immagine umana fondata sull’intelligenza artificiale, usata dal 2017 per combinare e sovrapporre immagini e video esistenti con video o immagini originali attraverso una tecnica di apprendimento automatico, meglio conosciuta come “rete antagonista generativa”.
Al termine del CdM, il ministro Giuseppe Valditara ha parlato di vari temi, primo tra tutti l’uso dell’intelligenza artificiale a scuola. “Il nostro intervento è a 360° e tiene conto di alcune misure già avviate negli anni scorsi. Partiamo dalle nuove linee guida sull’educazione civica: occorre educare e formare i giovani alla consapevolezza dei rischi legati all’intelligenza artificiale, all’utilizzo dei social e dei dispositivi. Un punto fondamentale riguarda i risvolti etici connessi a questa tecnologia”, ha esordito.
“Il secondo punto di intervento è il potenziamento delle competenze scientifiche attraverso l’intelligenza artificiale, seguito dall’orientamento dei giovani verso scelte consapevoli, con particolare riferimento alle discipline STEM. Un altro aspetto significativo è l’innovazione delle indicazioni nazionali, ovvero dei programmi scolastici: l’intelligenza artificiale entra in modo esplicito nel curricolo formativo, dai licei fino alle scuole elementari. Per i più piccoli, l’obiettivo è abituarli al linguaggio tecnologico, partendo ad esempio dal concetto di algoritmo.
Per insegnare a prevenire i rischi e a utilizzare l’intelligenza artificiale nella didattica è indispensabile formare i docenti. A tal fine, abbiamo stanziato 100 milioni di euro per la formazione sulla promozione dell’intelligenza artificiale nella didattica e altri 100 milioni di euro per l’educazione alla prevenzione dei rischi e l’approfondimento dei risvolti etici. In questo processo abbiamo deciso di coinvolgere anche le famiglie, passaggio fondamentale per una piena consapevolezza.