Home Attualità Bufale e fake news, è boom. Piero Angela: colpa della scuola, non...

Bufale e fake news, è boom. Piero Angela: colpa della scuola, non insegna il metodo scientifico e l’etica

CONDIVIDI

“La scuola non insegna niente di scienza, al massimo insegna le materie scientifiche, ma non il metodo o l’etica della scienza”: a rivendicare la trasmissione del metodo scientifico a scuola nell’era di internet è il giornalista e divulgatore Piero Angela.

Il divulgatore Rai: fondamentale parlarne in classe

Durante la presentazione del libro Dottor Web & Mister Truffa di Gerardo D’Amico, svolta il 3 luglio a Roma, il noto presentatore Rai ha tenuto anche a dire che “sui banchi si dovrebbe imparare che ogni teoria va dimostrata con i dati, basterebbe questo a non cadere poi nelle truffe”:

Silvio Garattini: la scienza scarseggia nella cultura italiana

“Nel Paese ormai siamo alla canna del gas, crediamo a tutto – ha detto il farmacologo Silvio Garattini – e la causa è la scuola, perché non si insegna la scienza, che manca in generale nella cultura italiana”.

ICOTEA_19_dentro articolo

“Se non arrivano concetti come quello del metodo scientifico fin dall’asilo, poi ci troviamo ad avere un Parlamento che finanzia il caso Stamina”, ha detto il fondatore del Mario Negri di Milano.

Silvio Brusaferro (Iss): mancano fonti autorevoli

Secondo il presidente dell’Iss, che ospitava la presentazione, Silvio Brusaferro, il problema è anche nella mancanza di fonti autorevoli.

“In quello che ormai è un universo di fonti – ha affermato – abbiamo bisogno di quelle autorevoli, di recuperare una forma di alfabetizzazione che ci permetta di saper leggere la realtà”.

Il libro

Il testo, nato dall’impegno del giornalista Rai nel combattere la pseudoscienza e le mode salutari, è una vera e propria rassegna in forma di ‘case history’ riguardante alcune delle peggiori bufale che girano sul web, dall’uso della candeggina contro i tumori all’aglio per curare la cistite. Bufale che con il tempo si stanno ampliando in modo preoccupante: con lo sviluppo di internet hanno fatto contrassegnare una pericolosa impennata.