Home Alunni Bullismo, se in gita si perde la testa…

Bullismo, se in gita si perde la testa…

CONDIVIDI

Doveva essere soltanto uno scherzo, di pessimo gusto ma pur sempre uno scherzo. È accaduto qualche giorno fa a Roma, con protagonisti alcuni studenti di un liceo di Cuneo in gita a Roma: ridono e scherzano. Poi uno di loro, probabilmente ubriaco, viene spogliato, sdraiato sul letto, depilato e “decorato” con caramelle. Tutta la scena viene registrata con l’immancabile telefonino trasformato in un video. Che presto entra nel giro “infernale” del web e dell’on line. Sino ad arrivare ai docenti, tra cui quello che accompagnava la classe che non sapeva nulla.

La reazione della scuola è immediata. Dieci ragazzi vengono sospesi per due settimane e puniti con il 4 in condotta. Altri quattro, colpevoli di non aver denunciato quello che avevano visto in quella stanza, se la cavano con tre giorni di sospensione e il cinque in condotta.

Icotea

Germana Muscolo, la preside del liceo piemontese, prova così a superare le polemiche. “Nessuna marcia indietro – dice – ma i ragazzi avranno tutto il sostegno necessario per superare gli scrutini di giugno”.

“Fatti come questi vanno puniti: appoggio pienamente la decisione della scuola, che peraltro è stata presa dall’intero Consiglio d’Istituto”, dice anche il direttore dell’Ambito territoriale (l’ex provveditorato agli Studi) di Cuneo, Giuseppe Bordonato. “Mi riservo di valutare, appena riceverò la relazione della preside, se ci sia stata una mancata vigilanza da parte dei docenti durante la gita – aggiunge – che è un momento educativo come quelli in aula”.

 

 

{loadposition eb-valutare}

 

 

Nessuno sporge denuncia alle forze dell’ordine. Ad alimentare la polemica è stata anche la reazione dei genitori di alcuni ragazzi, che hanno criticato “l’eccessiva severità” della scuola. “Per uno scherzo ora rischiano di perdere l’anno, una rovina per molti con quello che oggi costa frequentare un liceo”, hanno detto alcuni di loro, che hanno deciso di fare ricorso contro la sospensione. “Molte famiglie, però, hanno compreso – è la replica della preside -: quando si superano i limiti del consentito bisogna dare un segnale e credo che anche i ragazzi abbiano capito”.

Ora dovranno dimostrarlo negli ultimi due mesi dell’anno, per eliminare quell’insufficienza in condotta che altrimenti potrebbe costare loro l’anno. Tra gli studenti punti, tra l’altro, figura anche lo studente preso di mira dai compagni: anche per lui nota sul registro, più sei in condotta. Secondo la scuola pure lui, infatti, avrebbe delle responsabilità nella vicenda perché ubriaco.

 

 

Metti MI PIACE sulla nostra pagina Facebook per sapere tutte le notizie dal mondo della scuola