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25.04.2026
Aggiornato il 24.04.2026 alle 12:58

Burnout docenti, insegnare sembra una prova di resistenza: come sopravvivere?

Sempre più compiti, sempre meno riconoscimento: insegnare oggi sembra una prova di resistenza più che una professione. Tra burocrazia, classi complesse e pressioni continue, lo stress non è un’eccezione ma la norma. Quanto ancora si può reggere senza strumenti concreti per difendersi davvero?

La pandemia, l’eccesso di burocrazia, i carichi di lavoro, le scadenze, le aggressioni dei genitori (verbali o fisiche), gli allievi difficili, la precarietà del lavoro, gli spostamenti territoriali quotidiani, i colleghi con cui interagire è complicato, tutti questi fattori contribuiscono a bruciare le riserve energetiche di un insegnante e fanno provare sintomi quali esaurimento emozionale, depersonalizzazione, ridotte capacità professionali, malessere fisico.

Lo stress, insomma è una risposta a stimoli esterni a cui ci adattiamo e sembra piuttosto evidente che un insegnante sia quasi inevitabilmente portato a stressarsi.

Quali motivi possono scatenarlo?

Ma quali sono gli stimoli potenzialmente stressanti? A dire la verità sono davvero molti: ed altro ancora che ciascuno saprà aggiungere.

Ecco alcuni fattori molto comuni:

  1. percorso di carriera inadeguato;
  2. continuo susseguirsi di riforme scolastiche;
  3. classi numerose;
  4. situazione di precariato;
  5. rapporto con studenti/alunni e genitori lungo, protratto nel tempo ed estenuante;
  6. confronto con stile di vita sempre più multietnico e multiculturale per l’aumento del numero degli studenti extracomunitari;
  7. aumento del numero di alunni disabili nelle classi;
  8. delega educativa da parte della famiglia;
  9. conflittualità tra colleghi;
  10. livellamento del ruolo degli studenti rispetto a quello dei docenti;
  11. passaggio dall’individualismo al lavoro di equipe;
  12. inadeguato ruolo istituzionale riconosciuto alla professione e sua svalutazione in favore del successo e del guadagno;
  13. carichi di lavoro eccessivi;
  14. risorse didattiche inadeguate;
  15. frequenza delle riunioni inadeguata.

Stress scuola: cosa fare?

Il docente dovrebbe pertanto imparare a “difendersi” da tutto ciò che possa metterlo in difficoltà e portarlo ad una situazione di stress incontrollato. Nello specifico, l’insegnante dovrebbe arrivare a comprendere:

  • l’autocoscienza intesa come conoscenza di sé, del proprio carattere, dei propri punti forti e deboli, della propria attuale abilità di comprensione dello stress, prerequisito indispensabile per una comunicazione efficace, per relazioni interpersonali positive e per la comprensione empatica degli altri.
  • la gestione delle emozioni, intesa come capacità di riconoscere le emozioni in sé stessi e negli altri e consapevolezza di come le emozioni influenzano il comportamento e capacità di gestione delle stesse.
  • la gestione dello stress intesa come competenza nel riconoscere le cause di tensione e di stress della vita quotidiana e nel controllarle, sia tramite cambiamenti nell’ambiente o nello stile di vita, nonché la capacità di rilassarsi e gestire le tensioni (OMS, 1993).

Il corso

Su questi argomenti il corso Strategie per prevenire e gestire lo stress a scuola, in programma dal 19 maggio, a cura di Claudia Matini.

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