Si complica sempre più la vicenda della assegnazione provvisoria per il personale della scuola con figli fino a 16 anni di età, tanto che orma non si contano più le lettere e le proteste di comitati e singoli docenti che ogni giorno scrivono alla nostra redazione.
Il problema sta esplodendo in questi giorni ma in realtà è di vecchia data.
Proviamo a riassumerlo.
Lo scorso anno, quando venne sottoscritto il CCNI sulle assegnazioni provvisorie venne inserita una deroga non prevista dalle norme di carattere generale e venne stabilito che avrebbero potuto accedere alle assegnazioni sia i dipendenti con genitori ultra 65enni sia quelli con figli fino a 16 anni.
La deroga però contrastava con le norme generali e gli organi di controllo non diedero il via libera alla sigla definitiva del CCNL.
Ciononostante le deroghe vennero applicate entrambe tanto che nella legge di bilancio 2026 è stata inserita una sorta di sanatoria per “regolarizzare” anche i movimenti già adottati dalla Amministrazione.
Adesso, però, il problema si ripropone e proprio per questo molti docenti protestano perché a questo punto la deroga torna a valere solo per i figli fino a 14 anni.
Marcello Pacifico (Anief) sottolinea che concedere l’assegnazione a chi ha figli con meno di 16 anni è assolutamente importante in quanto favorisce l’unità del nucleo familiare.
Si tratta – aggiunge il presidente Anief – di “mantenere le famiglie unite, in presenza di giovani che hanno bisogno dell’affetto e della guida dei loro genitori, perché gli anni persi coi propri figli non si recuperano più e poi i risultati si raccolgono quando entrano nell’età adulta, quando diventa giovani responsabili in grado di programmare il loro futuro, di essere utili alla famiglia stessa come alla società tutta”.
Il fatto è che il tempo stringe e nell’arco di pochi giorni bisognerà dare avvio alle operazioni di mobilità annuale, assegnazioni provvisorie comprese.
Ma, come era facile prevedere già da subito, il problema non può essere risolto per via contrattuale.
Sarebbe invece necessario un provvedimento di legge. Ma a questo punto vuol dire che per quest’anno tutto potrebbe restare com’è. Eventuali modiche potrebbero valere a partire dal 2027/28.