Il 5 febbraio, ci sono state finalmente novità in merito alla Carta Docente: entro la fine di gennaio doveva sbloccarsi, attesa da migliaia di insegnanti e rimasta inutilizzabile dallo scorso 31 agosto. È la prima volta che, al rientro in classe dopo le vacanze natalizie, i docenti si sono trovati senza il tradizionale bonus da 500 euro e senza certezze sull’importo previsto per il 2026.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha finalmente rotto il silenzio. Attraverso un video, ha spiegato tutte le novità che riguarderanno la Carta del Docente 2026.
“Si libereranno risorse importanti sulla carta docente che abbiamo deciso di destinare anche ad altri servizi: da quest’anno, infatti, saranno utilizzabili pure per le spese di trasporto, inclusi gli abbonamenti sui mezzi pubblici. L’idea di fondo è distinguere i costi della formazione — che dovranno essere sempre più a carico dei fondi europei e gestiti dalle scuole — dai costi inerenti alla carta docente, che dovrà essere sempre più una carta di welfare, estesa in prospettiva anche al personale ATA. In questo senso, intendiamo completare il percorso già avviato con l’assicurazione sanitaria per tutto il personale, l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e in itinere, e una serie di scontistiche“.
Dunque il Ministro vorrebbe estendere la Carta anche al personale ATA. Una novità importante, che andrebbe così a includere non solo i docenti (di ruolo e precari). Il Ministro ha però usato il termine “in prospettiva”. Quindi c’è da chiedersi: a partire da quando la Carta del Docente sarà disponibile per gli ATA?