Sulla Carta del docente, estesa da quest’anno anche ai supplenti annuali, restano ritardi, incertezze e criticità operative. A fare il punto è Daniela Rosano, segretaria generale Anief, intervistata dalla Tecnica della Scuola, che chiarisce tempi, modalità di accesso e rischi legati alla possibile riduzione dell’importo. “Siamo molto in ritardo e purtroppo non è una novità – spiega –. I docenti di ruolo vedono già il residuo del 2024/25. Chi non lo visualizza probabilmente non ha effettuato alcun accesso lo scorso anno: li invitiamo a rivolgersi alle sedi territoriali Anief. Dovrebbero invece vedere il residuo 2024/25 anche coloro che avevano una supplenza fino al 31 agosto”.
Diversa la situazione per i supplenti al 30 giugno, categoria inclusa solo con l’ultimo emendamento approvato a ottobre. “Per loro – prosegue Rosano – la Carta sarà visibile a gennaio, quando presumibilmente verrà caricato anche il nuovo importo per l’anno scolastico 2025/26”. Anief lancia però l’allarme su una possibile decurtazione: “Invitiamo tutti a sottoscrivere la nostra petizione. La Carta è nata con 500 euro, ma l’estensione della platea a circa 200 mila persone in più potrebbe comportare una riduzione dell’importo, eventualità che riteniamo inaccettabile”.
La normativa introduce inoltre nuove possibilità di utilizzo. “La Carta non sarà più legata esclusivamente alla formazione – sottolinea Rosano – ma potrà essere impiegata anche per i trasporti, in attesa di circolari che ne definiscano i dettagli”. Resta invece il vincolo sugli acquisti tecnologici: l’hardware potrà essere comprato solo una volta ogni quattro anni. “La Carta del docente è un bene prezioso perché finanzia la formazione obbligatoria e consente di sostenere i costi dei corsi di abilitazione, fondamentali per concorsi e stabilizzazione. Proprio per questo non dovrebbe essere né ridimensionata né erogata con ritardi che penalizzano i docenti”.