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Aggiornato il 03.01.2026
alle 16:03

Carta del docente, a giorni verrà accreditato l’importo 2025/26: attenzione ai residui. I video-consigli di Rosano (Anief)

Sulla Carta del docente, da quest’anno rivolta anche ai supplenti annuali, permangono dubbi e problemi: con Daniela Rosano, segretaria generale Anief, facciamo il punto della situazione, spiegando anche come comportarsi per non perdere gli importi passati.

L’intervista

Rosano, tra pochi giorni dovrebbe essere sbloccata finalmente la carta del docente dell’anno scolastico in corso: cosa possiamo dire?
Possiamo dire intanto che siamo molto in ritardo, ma questo già lo sapevamo. Ricordiamo che i docenti di ruolo vedevano già il residuo del 2024/25. I docenti di ruolo che non hanno sono riusciti a vedere il residuo, presumibilmente non hanno mai fatto un accesso l’anno scorso: li invitiamo a contattare le nostre sedi territoriali. Mentre dovrebbero vedere il residuo 2024/25 coloro che avevano una supplenza fino al 31 agosto l’anno scorso. Invece, tutti gli altri a cui è stato esteso il beneficio con l’ultimo emendamento di ottobre scorso, quindi tutti i supplenti al 30 giugno, vedranno la carta del docente a gennaio, quando ci si aspetta che tutti i docenti vedano il nuovo importo erogato per il 2025/26. Raccomandiamo a tutti di sottoscrivere la petizione Anief per non far decurtare la Carta del docente che, ricordiamo, è partita con 500 euro e adesso si teme possa essere decurtata perché la platea è comunque più estesa: ci sono circa 200.000 persone in più e dunque potrebbe essere decurtato l’importo.


Da quest’anno la carta del docente verrà estesa anche per altri bisogni, per altre esigenze.
La nuova normativa prevede che possa essere usata per i trasporti, quindi non sarà più specifica: quindi, ci aspettiamo circolari che definiscano meglio la possibilità. Inoltre, c’è anche un vincolo di spese per cui è possibile acquistare hardware per pc soltanto ogni quattro anni: il vincolo scatta comunque da quest’anno e poi per quattro anni non sarà quindi possibile riacquistarlo.

Rosano, perché la Carta del docente è un bene prezioso per la scuola e perché non dovrebbe essere intaccata o ridimensionata?
La carta del docente serve soprattutto per finanziare la formazione. Ricordiamo che c’è ormai un obbligo della formazione. Poi, serve soprattutto a tutti i docenti che fanno i corsi di abilitazione che, come sappiamo, sono essenziali per accedere ai concorsi e alla stabilizzazione: possono pagare i corsi di specializzazione abilitazione con la carta del docente e per questo è essenziale. È un bene veramente primario e non dovrebbe ritardare così tanto perché i corsi sono iniziati già da tempo.

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