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Carta docente, tagli in arrivo? Giuliani: follia, è l’unica norma della Buona Scuola benvoluta da tutti e che andava allargata a precari e Ata

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“Ridurre l’importo della carta docente sarebbe un errore gravissimo: perché si tratta di una parte fondamentale per l’aggiornamento professionale dei docenti di ruolo, probabilmente l’unica norma approvata della Buona Scuola di Renzi bene accettata da tutti”. A dirlo, parlando il 31 luglio a Radio Cusano, è stato il nostro direttore Alessandro Giuliani.

Dei tagli per rispondere alle pressioni dell’Ue

La disposizione, che prevede l’assorbimento di ben 8 milioni di euro, sarebbe contenuta nel disegno di Legge di assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2019 già approvato al Senato, realizzato anche come risposta alla commissione UE che minaccia sempre l’avvio di una procedura d’infrazione per i conti dello Stato italiano in rosso, assieme anche ad altre “sforbiciate”, anche sul fronte del funzionamento scolastico e delle supplenze brevi del primo ciclo scolastico, oltre che del fondo di funzionamento delle scuole di II grado.

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Niente allargamento a precari e Ata

“Di riduzione dei 500 euro annui, utili per fare corsi di aggiornamento, ma anche per comprare attrezzature e materiali utili a svolgere la professione – ha detto il direttore, si era parlato già lo scorso anno, anche in funzione di aprire giustamente la card al personale docente precario e Ata: ora, però, l’allargamento alle altre tipologie di lavoratori non c’è stata, però arriva questo tagli ingiustificabile”.

“A meno che non via sia una compensazione con la riduzione del numero di docenti di ruolo: poiché sia lo scorso anno che quest’anno, i pensionamenti dovrebbero essere maggiori alle assunzioni, per via delle mancate accettazioni delle immissioni in ruolo già decretate”.

Fondi di funzionamento tagliati: ma la scuola non dovrebbe essere gratuita?

“Anche la riduzione dei fondi di funzionamento – ha continuato Giuliani – sarebbe di non poco conto, perché si tratta di soldi pubblici già dimezzati rispetto al 2011. Tanto è vero che poi le famiglie sono costrette a sovvenzionare di tasca loro le scuole anche per la carta igienica, con casse autonome e non autorizzate da nessuna normativa. Il tutto avviene in una scuola dell’obbligo che da Costituzione, ogni tanto vale la pena ricordarlo, dovrebbe essere gratuita per almeno nove anni”.

Nomine bloccate, Pd da rifondare e social pericolosi

Durante la trasmissione, con il nostro direttore si è parlato anche della denuncia del deputato Alessandro Fusacchia, di Europa+ (“ci sono diversi settori importanti e alcuni Usr che attendono la nomina del responsabile, è bene che si faccia in fretta perché non sono nomine politiche ma tecnico-operative”), del tentativo del Pd di avvicinarsi al corpo docente (“ha ammesso che nella scuola sono stati fatti degli errori, ma sarà molto importante il rapporto da instaurare con il personale abbandonando la strategia dell’imposizione, come fu fatto con la Buona Scuola”) e delle “uscite” a sproposito dei docenti sui social network (“sarebbe molto utile sensibilizzare il personale facendogli frequentare dei corsi sul corretto utilizzo dei social, perché molti non si rendono conto che hanno a che fare con un mezzo di comunicazione potentissimo”).