“Un caso di epatite A è stato confermato in un alunno/a della nostra scuola primaria. Una situazione che merita attenzione, ma non paura“. A scriverlo sui social è Antonino Santillo, sindaco di Orta di Atella, comune di 27mila abitanti della provincia di Caserta. “Fin dal primo momento del sospetto, il Comune, la Scuola, il pediatra e l’ASL hanno lavorato insieme, seguendo con precisione il protocollo previsto per questi casi”, ha detto ancora il primo cittadino. “Non si è aspettato che la situazione si consolidasse: si è agito subito, in modo coordinato. La situazione rimane costantemente monitorata“.
Sul caso sono state attivate tutte le procedure mediche previste. “Su disposizione del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL, che ha la competenza tecnica in queste circostanze, la scuola sta predisponendo un elenco circoscritto dei contatti dell’alunno/a interessato/a”, riferisce ancora Santillo. “Le famiglie direttamente coinvolte saranno contattate per attivare la profilassi necessaria, che comprende l’offerta attiva della vaccinazione. Chi riceverà quella comunicazione non deve allarmarsi, ma semplicemente seguire le indicazioni che verranno fornite. Chi non viene contattato non ha motivo di preoccupazione aggiuntiva”.
“Il personale della UOPC locale ha già attivato la sorveglianza, mantenendo il contatto diretto e constante con la direzione scolastica”, ha aggiunto Santillo. “Qualsiasi aggiornamento generale e necessario sarà prontamente comunicato. Per ogni ulteriore chiarimento, vi invito a rivolgervi ai vostri pediatri“. Il sindaco ha poi invitato a diffidare delle notizie incontrollate che circolano in rete. “Soprattutto, diffidate di chi improvvisa diagnosi o protocolli attingendo alle intelligenze artificiali, senza il filtro delle competenze medico-scientifiche che si acquisiscono solo con anni di studio e pratica, e si esercitano rispondendone”.
Sulla vicenda è intervenuto Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale. “Il caso a scuola va preso sul serio, ma non deve generare allarmismi”, ha detto al Mattino, che ricorda come i casi di epatite A nel casertano siano più di ottanta, sebbene in calo. “È una situazione che la sanità pubblica conosce bene e sa gestire. Parliamo di un’infezione spesso lieve nei bambini, ma che richiede interventi rapidi perché si trasmette facilmente in comunità. E questi interventi in Italia funzionano: identificazione dei contatti, profilassi mirata e sorveglianza sono strumenti efficaci e consolidati“.
“Il punto fondamentale è questo: non tutti sono a rischio”, ha proseguito l’esperto. “Le Asl intervengono in modo selettivo, e chi non viene contattato non deve preoccuparsi. Più che la malattia, il vero problema oggi è il rumore informativo: diagnosi improvvisate, consigli non verificati, allarmismi. In questi casi bisogna fidarsi solo delle indicazioni sanitarie ufficiali. Attenzione sì, quindi. Paura no”, ha concluso Pregliasco. “E soprattutto: niente fai da te“.