Nel mondo delle aule insegnanti esiste un desiderio diffuso di pensionamento e di conoscere quale sarà l’assegno pensionistico e la buonuscita dopo tanti anni di onorato lavoro. Un docente ci chiede:” Sono nato il 9 gennaio 1967 e insegno storia e filosofia dal 13 ottobre 1992. Quando potrò andare in pensione? Quale sarà il mio assegno pensionistico? Che buonuscita prenderò?“.
Le statistiche sul numero dei pensionamenti tra i docenti della scuola italiana, danno una crescita notevole di domande di pensionamento nei prossimi anni. Per il 2026/2027 sono andati in pensione, o meglio stanno per andare in pensione, 28.505 docenti. Per dare i numeri precisi dei pensionamenti dei docenti, avremo dall’1 settembre 2026 in pensione 2.347 docenti di scuola d’infanzia, 7.075 docenti della scuola primaria, 9.851 docenti della scuola secondaria di I grado e 9.232 docenti della scuola secondaria di II grado. Dal prossimo anno andranno in pensione i nati del 1960, poi via via quelli nati nel 1962 fino ad arrivare nell’anno scolastico 2033/2034 a salutare i nati nel 1967. Si prevedono circa 400/500 mila docenti in uscita nel prossimo decennio, con una crescita di oltre 40.000 docenti l’anno che lasceranno la scuola.
Con le regole attuali del pensionamento per i docenti della scuola italiana, il docente nato nel gennaio 1967, andrà in pensione a partire dall’1 settembre 2034 con un’età anagrafica di 67 anni e 9 mesi. Nello specifico avrà 41 anni e 11 mesi di anzianità di servizio. Il suddetto docente dovrebbe percepire circa l’80% dell’ultimo stipendio, quindi almeno 2.000 euro netti al mese di assegno pensionistico. La liquidazione per avere insegnato per oltre 40 anni di servizio, dovrebbe aggirarsi tra i 90 o 100 mila euro lordi.