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Aggiornato il 08.11.2025
alle 10:57

Caso di “esclusione” scolastica in una scuola: genitori denunciano decisioni della dirigente

Presso un Istituto Comprensivo della Sicilia è emerso un caso che ha sollevato preoccupazioni riguardo alla gestione dell’inclusione di un alunno con disabilità. A raccontarlo alla Tecnica della Scuola, i genitori dello studente.

Secondo quanto riportato in una dichiarazione inviata all’Usr Sicilia, la Dirigente Scolastica, avrebbe disposto il trasferimento di un alunno dal piano terra al secondo piano dell’edificio, nonostante la documentata impossibilità dello stesso di affrontare le scale a causa di un intervento chirurgico recente e di una fase di riabilitazione ancora in corso.

I genitori del ragazzo hanno fornito certificazioni mediche che raccomandavano di evitare qualsiasi attività motoria e l’uso delle scale. Tuttavia, la dirigenza avrebbe ritenuto tali documenti non idonei perché stilati dal MMG (medico di medicina generale) richiedendo in sostituzione, un certificato redatto dallo specialista ortopedico.

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Così, come richiesto dalla Dirigente Scolastica, è stato prodotto un secondo certificato medico, rilasciato, dopo lunga trafila dal reparto di Ortopedia, ma le soluzioni proposte dalla scuola – tra cui il trasferimento temporaneo in un altro plesso o la frequenza al secondo piano con liberatoria che sollevava la scuola da qualunque responsabilità o incidente – sono state giudicate dai genitori non compatibili con la tutela della salute del minore.

Secondo quanto affermato dai genitori, inizialmente perplessi nell’apprendere che il figlio avrebbe svolto le lezioni solo alla presenza della docente di sostegno perché, a quanto pare, non si poteva effettuare un cambio momentaneo dell’aula (dal secondo piano al pian terreno), non si sono mai opposti alle direttive della dirigente consapevoli che i principi cardini della scuola, basati sul benessere psicofisico degli alunni e sulla piena inclusione degli stessi, andavano vanificati in pieno.

Nonostante la madre abbia inviato una e-mail alla D.S. evidenziando le motivazioni riguardo il rifiuto al trasferimento momentaneo nell’altro plesso, la famiglia, non avendo ricevuto risposta alcuna e non essendo ancora risolta la grave situazione di “ESCLUSIONE SCOLASTICA “, si è vista costretta a sospendere momentaneamente la frequenza scolastica del figlio, in attesa di una decisione che rispetti le condizioni cliniche e i diritti allo studio e all’inclusione.

Il caso, sempre secondo affermazioni della famiglia, è ora sottoposto all’attenzione dell’Ufficio Scolastico Regionale.

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