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Chi umilia e strattona gli alunni paga, a Milano il maestro risarcirà ognuno con 7 mila euro

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Due anni e otto mesi di reclusione per maltrattamenti agli alunni, più 7 mila euro ad alunno per un totale di 140 mila euro di risarcimenti: è salatissima la pena del giudice dell’udienza preliminare che ha accolto in pieno la richiesta del pubblico ministero titolare dell’indagine su un docente dell’hinterland milanese, reo di avere condotto con costanza atteggiamenti incompatibili con l’insegnamento e dannosi per i sui alunni della scuola dell’Infanzia di Pero.

Il rito abbreviato

Secondo l’accusa, il docente produceva schiaffi, strattoni, rimproveri gratuiti e umiliazioni nei confronti della classe.

Il processo, peraltro, è stato condotto con rito abbreviato, consentendo anche lo sconto di un terzo della pena.

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Il maestro, 64 anni, incensurato, ai domiciliari dalla fine dello scorso mese di novembre, era presente alla lettura del dispositivo e ha lasciato l’aula senza rilasciare commenti.

Oltre alla reclusione, il giudice ha anche affidato a un giudizio civile il risarcimento ai venti bimbi di età compresa tra i 2 e i 5 anni che sarebbero stati maltrattati, disponendo una provvisionale di 7 mila euro ad ognuno.

Le prove schiaccianti

A carico del maestro, che aveva lavorato per vent’anni nell’asilo e che subito dopo l’arresto si è dimesso, ci sono i filmati delle microcamere installate nella scuola che hanno ripreso per 28 giorni, ossia dal 18 ottobre al 16 novembre scorso, i suoi atteggiamenti in classe, raccogliendo ben 42 filmati con comportamenti violenti.

In un video, ad esempio, scrive l’Ansa, lo si sentiva urlare ad un bimbo che piangeva “ora ti do un buon motivo per piangere” e poi anche “falla finita, balordo!”.

Poco dopo distribuiva caramelle a tutti tranne che a lui. Stando agli atti, inoltre, avrebbe colpito “i bambini con una ciabatta, con schiaffi sulle mani” e scosso “energicamente la testa” di alcuni di loro “tenendola con entrambe le mani”.

Per punizione, a volte, i piccoli venivano chiusi “in un’aula soli” e lui era “incurante del loro pianto” o messi “a sedere premendo la mano” sulla testa, sculacciati e afferrati “con vigore e sollevati a mezza altezza”.

L’inchiesta è nata per caso

L’avvio dell’inchiesta risale allo scorso luglio, quando la madre di un bambino di tre anni e mezzo aveva presentato denuncia ai carabinieri perché suo figlio era tornato da scuola con un braccio rotto.

Un episodio questo, però, non contestato perché non è stata accertata la diretta responsabilità del maestro.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 60 giorni.

Soddisfatti i genitori

I genitori dei bambini hanno espresso la loro soddisfazione per la sentenza. “Grazie allo Stato italiano che ha fatto giustizia e grazie ai nostri legali che sono anche mamme e capiscono molto bene chi come noi è genitore”, ha detto una signora.

Un altro papà ha aggiunto: “Sono contento che oggi è finita a nostro favore e spero che non succedano mai più in nessun asilo e a nessun altro bambino cose del genere, perché in un asilo devono accadere solo cose belle”.