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Chiusura scuola, docenti e personale Ata devono recuperare?

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“In caso di chiusura scuola, i docenti ed il personale Ata devono recuperare i giorni di assenza?” E’ una delle domande più ricorrenti in caso di chiusura scuole in seguito all’allerta meteo.

Con l’arrivo dell’autunno, infatti, è partita la stagione del maltempo e dei tantissimi disagi creati da temporali, raffiche di vento e nubifragi. Da qui i bollettini della Protezione Civile che informa gli enti locali sulle possibili ripercussioni. Per questo, il Prefetto delle singole città spesso decidono di chiudere le scuole in via precauzionale. Ma cosa succede al personale scolastico che si assenta in quei giorni?

Chiusura scuole, si può scendere sotto i 200 giorni di attività didattica?

Il comma 3 dell’art. 74 del decreto legislativo n. 297 del 16 aprile 1994, prevede come la regolarità dell’anno scolastico sia fissata in almeno 200 giorni di lezione, ma ricordiamo che la circolare Miur del 22 febbraio 2012, specifica che “al verificarsi di eventi imprevedibili e straordinari come un’allerta meteo che inducano i Sindaci ad adottare ordinanze di chiusura delle sedi scolastiche, si deve ritenere che è fatta comunque salva la validità dell’anno scolastico, anche se le cause di forza maggiore, consistenti in eventi non prevedibili e non programmabili, abbiano comportato, in concreto, la discesa dei giorni di lezione al di sotto del limite dei 200, per effetto delle ordinanze sindacali di chiusura delle scuole”.

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Questo vuol dire che non succede nulla anche se dovesse davvero venire meno il limite dei 200 giorni.

Per il personale scolastico ciò si traduce nel fatto che gli insegnanti ed il personale Ata, così come gli studenti, non devono recuperare i giorni di assenza, dato che si è trattato di un evento straordinario, non dettato dalla volontà del lavoratore.

Chiusura scuole, cosa dice il codice civile

In caso di maltempo, allerta meteo per pioggia e neve, trattandosi una tutela della pubblica incolumità e del patrimonio che trascende il pubblico interesse allo svolgimento del servizio scolastico, bisogna sottolineare che il personale scolastico impossibilitato a prestare servizio, non è soggetto ad alcun recupero, infatti, rientrando perfettamente nella casistica contemplata dal codice civile. Infatti, il ritardo nel prendere servizio, o l’assenza dal servizio, per cause non imputabili alla volontà del lavoratore (la situazione di emergenza neve è tra queste) rientrano nei casi previsti dall’art. 1256 del cod. civile“L’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa impossibile“.

Invece l’art. 1258 sancisce che “la stessa disposizione si applica quando, essendo dovuta una cosa determinata, questa ha subito un deterioramento, o quando residua alcunché dal perimento totale della cosa” .

In definitiva, non c’è nulla da recuperare in caso di chiusura delle scuole causa allerta meteo, anche se si dovesse sforare il limite dei 200 giorni di attività didattica.

Cosa succede in caso di sospensione attività didattica?

Bisogna fare attenzione ad una differenza sostanziale: la chiusura scuola è diversa dalla sospensione attività didattiche. Nel caso di sospensione delle attività didattiche, infatti, dovuta pertanto ad eventi straordinari come ad esempio emergenze sanitarie o di pericolo, la scuola rimane aperta ma non si svolgono lezioni. In tale circostanza solo il personale ATA dovrà recarsi a scuola.

Invece, in questa situazione, i docenti non sono tenuti ad andare a scuola a meno che in quei giorni non siano in programma delle attività previste dal piano annuale, ad esempio di ordine collegiale.

Tuttavia, se non si tratta di attività urgenti, il preside può anche disporre di rimandarle in altri giorni.