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Cinque anni senza classi di concorso

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Il Cnafam (Coordinamento Nazionale Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) ribadisce la propria grande preoccupazione per il gravissimo ritardo con cui si sta procedendo alla riforma delle classi di concorso per l’insegnamento nella scuola.
Un decreto di riscrittura delle classi di concorso è indispensabile e urgente, alla luce della recente riforma scolastica che ha cambiato il volto della scuola italiana, e in particolare della secondaria superiore (con l’istituzione, per ciò che ci riguarda direttamente, del Liceo musicale e coreutico).
La prima versione resa pubblica di uno schema di regolamento sulla razionalizzazione e accorpamento delle classi di concorso (cosiddetta versione v6 2) è datata addirittura 30 settembre 2009, cioè quasi cinque anni fa.
Da allora si sono susseguite almeno sei diverse bozze (l’ultima delle quali datata 8 febbraio 2013), senza che si sia neanche riusciti a fare approdare il decreto in Parlamento per i pareri previsti, a causa della fortissima opposizione sindacale.
Il Cnafam ha seguito la vicenda fin dal suo inizio, e ampia documentazione può essere reperita sul sito ufficiale del Coordinamento, alla pagina:http://cnafam.weebly.com/la-riforma-delle-classi-di-concorso.html
In attesa della stesura definitiva dei Decreti sulle classi di concorso e sul reclutamento, i dirigenti del MIUR – a partire dal 2010 – hanno partorito, al di fuori del controllo politico e parlamentare, una serie di Note ministeriali (l’ultima delle quali datata 1 aprile 2014, n. 3119), dando vita ad un nefasto “regime transitorio” che:
1) prescrivendo la necessità del titolo congiunto Diploma di Conservatorio-Laurea ha di fatto impedito ai docenti di Educazione musicale (la soppressa classe di concorso A031) di insegnare Storia della musica nei Licei musicali e coreutici, cioè di continuare a fare ciò che facevano già negli ex istituti magistrali;
2) ha invece permesso ai medesimi docenti di Educazione musicale (A031, ma anche A032: ed. musicale nella scuola media) di accedere direttamente all’insegnamento dello Strumento nei Licei musicali, senza tener alcun conto dell’attività artistico-professionale svolta (requisito richiesto per l’accesso all’insegnamento dello Strumento persino nella scuola secondaria di I grado).
Le Note incriminate sono state poi confermate in occasione della procedura di utilizzazione, e rafforzate dalla Nota n. 7342 del 2 agosto 2010 con la quale la dirigenza Miur ha chiarito che nella procedura di utilizzazione non si tiene alcun conto dei titoli artistico-professionali posseduti dai candidati (si veda a riprova l’annuale O.M. sulle utilizzazioni del personale docente e A.T.A).
Il risultato è devastante: eludendo l’esigenza di fondare i neonati Licei musicali e coreutici (destinati a prendere il posto delle Istituzioni Afam nella fascia inferiore degli studi) sul merito e sulla professionalità, i dirigenti Miur attraverso norme transitorie emanate con Nota e dunque senza nemmeno la firma del Ministro – ci consegnano un Liceo musicale in cui:
1. le cattedre di Storia della musica risultano sostanzialmente precluse ai docenti di Educazione musicale (A031), che avrebbero pieno diritto e adeguate competenze per occuparle;
2. ai docenti di Educazione musicale (A031 e A032) vengono invece affidate – su utilizzazione – le cattedre di Strumento (Esecuzione e Interpretazione e Musica d’insieme), prescindendo dalla verifica del possesso di adeguati titoli artistico-professionali, sulla base del solo requisito dell’anzianità di servizio (anche se tale servizio sia espletato su di una diversa disciplina).
Ma c’è di più. In seno all’ultima bozza di regolamento sulle classi di concorso (versione dell’8 febbraio 2013), viene inserito un Allegato (orario licei) completamente ricalcato sulle sopra criticate Note ministeriali che vuole cristallizzare per sempre il nefasto regime transitorio.
 E’ questo il risultato della riforma? Sono questi i Licei musicali che dovrebbero prendere il posto dei Conservatori di musica nel delicatissimo segmento della formazione musicale di base?
Permettere l’accesso indiscriminato all’insegnamento dello Strumento musicale e della Musica d’insieme nei Licei senza verificare il possesso di adeguati titoli di studio, culturali e artistico-professionali significa distruggere alla radice il Liceo musicale.
Richieste
Per la salvaguardia della qualità dei Licei musicali, destinati a prendere il posto delle Istituzioni AFAM nel segmento di formazione musicale di base, il Coordinamento CNAFAM chiede con forza che:
1. si provveda al più presto a emanare il D.M. sulle classi di concorso, eventualmente limitato alle sole classi di nuova istituzione, sottraendo così alla burocrazia ministeriale il potere che essa abusivamente si è arrogato;
2. nelle more della procedura la politica (nella persona del Ministro) intervenga immediatamente, riappropriandosi della responsabilità delle scelte sull’organico dei docenti;
3. in particolare, ai docenti di Educazione musicale (A031) siano affidate le cattedre di Storia della musica nei Licei musicali e coreutici, poiché essi hanno pieno diritto e adeguate competenze per occuparle;
4. si ripristini l’insegnamento della Musica negli altri Licei (in particolare nel Liceo delle Scienze Umane), permettendo alle centinaia di docenti di ruolo A031, ora senza più cattedra, di riavere lavoro e dignità professionale;
5. l’insegnamento dello Strumento musicale (Esecuzione e Interpretazione) e della Musica d’insieme, sia in fase transitoria che a regime, sia affidato soltanto ai docenti della classe di concorso A077 (in quanto anche a regime appartenenti allo stesso ambito disciplinare: Strumento musicale nella scuola secondaria), previa rigorosa valutazione dei titoli artistico-professionali.
Il Coordinamento CNAFAM rivendica con orgoglio di aver posto – ormai da anni – il problema del compimento della riforma della formazione artistica e musicale italiana all’attenzione di Governo e Parlamento. Il Coordinamento ribadisce al Governo la propria richiesta di apertura di un tavolo di lavoro e di confronto sulla formazione musicale al quale chiede di partecipare in forza dei propri numeri – circa 3400 aderenti – che ne fanno la principale organizzazione professionale nazionale dei settori artistico, musicale e coreutico italiano. 
Troverete tutte le informazioni sul Coordinamento (il Manifesto, il Direttivo nazionale, leAzioni, i Contatti, il modulo di adesione, etc.) sul sito ufficiale CNAFAM:
www.cnafam.weebly.com