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17.10.2025

‘Cinque minuti per cambiare la scuola’: l’università di Milano-Bicocca raccoglie micro-idee di rinnovamento didattico da tutta Italia

Gabriele Ferrante

L’idea nasce nella primavera del 2024 e arriva al traguardo – che non rappresenta, però, la fine ma si apre a nuove idee e sperimentazioni – ad aprile di quest’anno. Parliamo di un progetto che nasce da una semplicissima, e a prima vista banale, domanda: si può cambiare la Scuola in 5 minuti? A porsela, questa domanda – che è diventata anche il nome del progetto, “Cambiare la Scuola in 5 minuti” per l’appunto  –  è stata l’Università di Milano- Bicocca. Come spiega sul sito dell’università milanese una docente di Pedagogia responsabile del gruppo di ricerca, la proposta nasce da anni di ricerca nelle scuole di ogni ordine e grado, durante i quali sono state osservate pratiche di creatività organizzativa centrate sul benessere di alunni e alunne, diversi per storia, origine, capacità, passioni e stili di apprendimento. L’idea era quella di dare voce ai protagonisti nascosti del mondo della scuola, facendo loro raccontare in pochi minuti idee, anche piccolissime, messe in atto in virtù delle possibilità offerte dall’autonomia scolastica.

Per sviluppare il progetto è stata avviata una campagna per raccogliere 10.000 euro su un’importante piattaforma di crowdfunding. I fondi ottenuti – sì, perché la raccolta ha raggiunto l’obiettivo in breve tempo –  sono stati destinati a realizzare video di pochi minuti, in cui ciascun ‘attore’ ha esposto la propria proposta di cambiamento.

Alla fine, come dicevamo, i video selezionati sono stati proiettati nel corso della Conferenza di presentazione, il 1° aprile, all’Università Bicocca di Milano. Trecento partecipanti e venticinque semplici ma efficaci “micro idee di creatività organizzativa raccontate dalle scuole di tutta Italia”, articolate attorno a cinque verbi: osare, uscire, scegliere, dare fiducia, mescolare.

Qualche esempio? Come riferito dal magazine online “Vita”, l’I.C. Fenoglio di Bagnolo Piemontese, in provincia di Cuneo, ha presentato il suo laboratorio di italiano come L2, frequentato da bimbi che vanno dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di primo grado, provenienti da moltissimi paesi diversi, ma con una forte prevalenza di bimbi sinofoni. Lavorano per piccoli gruppi costruiti non in base all’età ma alle competenze linguistiche, senza libro di testo, con attività divertenti e… con licenza di sbagliare! Due pomeriggi alla settimana, in orario extrascolastico, i bambini restano a scuola per rafforzare la loro conoscenza dell’italiano come lingua dello studio. «Abbiamo sfruttato – dice la referente del progetto –  le opportunità dell’autonomia, guardando al futuro».

All’I.C. di Rogliano (Cosenza), sono partiti dalla constatazione che quando gli alunni chiedono di andare in bagno, spesso non è per un reale bisogno fisiologico ma per un altro bisogno, ugualmente importante:  uscire dalla classe e staccare per un momento. Sull’idea della “scuola come casa” che le sorelle Rosa e Carolina Agazzi sperimentarono a Brescia alla fine del XIX secolo, hanno così creato due aule relax, progettate e realizzate insieme agli alunni, dove coltivare il benessere dei bambini, perché un bambino felice apprende prima e apprende meglio.

All’Istituto paritario Pavoni di Tradate, i ragazzi della secondaria di primo grado non hanno più un orario rigido da seguire, né un’unica classe in cui stare sempre con gli stessi compagni: ogni studente, infatti, scegli come usare il 18% del monte ore, tra 60 laboratori disciplinari che vanno dal thinkering alla presentazione di opere d’arte alle persone con disabilità che frequentano un centro diurno della città. I ragazzi sono uniti non dall’età ma dalla passione e dalla curiosità e i docenti si mettono in gioco con metodologie didattiche innovative.

Il progetto continua: già da settembre scorso è stata aperta una nuova “Call for ideas” permanente, per acquisire nuove micro idee di cambiamento. Chi avesse piccole storie da raccontare , mini progetti creativi realizzati nella propria scuola, potrà farlo collegandosi al sito https://5minutiscuola.it/il-progetto/ .

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