In questi giorni un nuovo virus sta spaventando l’Europa e il mondo intero: l’hantavirus. Si tratta di un virus proveniente dai topi: c’è stato di recente un boom di casi derivati dal focolaio individuato sulla nave da crociera Hondius, partita il 1° aprile dal Sud America per Capo Verde.
I casi
Come riportato da Il Corriere della Sera, il primo passeggero a manifestare i sintomi, cinque giorni dopo la partenza, è stato un olandese di 70 anni, poi deceduto. Il 24 aprile vengono fatti sbarcare 29 passeggeri. Il 26 aprile è morta la moglie della prima vittima. Il 27 aprile un altro passeggero, britannico, viene ricoverato in Sudafrica. Il 28 è morta a bordo una donna tedesca. Al momento sono due i cittadini italiani in quarantena a causa del virus.
La circolare
Ieri, 11 maggio, il Ministero della Salute ha diffuso una circolare alle Regioni, alle autorità sanitarie nazionali competenti e agli USMAF- Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera, la circolare “Focolaio di hantavirus tipo Andes a bordo della nave da crociera MV Hondius: aggiornamento della situazione e indicazioni di sanità pubblica”.
La circolare, inviata, tra gli altri, anche al ministero dell’Istruzione e del Merito, non riporta al momento particolari indicazioni per la scuola.
Cosa dice la circolare?
La circolare del Ministero della Salute fornisce aggiornamenti e linee guida operative in risposta a un focolaio di hantavirus tipo Andes (ANDV) rilevato a bordo della nave da crociera MV Hondius.
Ecco una sintesi dei punti principali trattati nel documento:
- Contesto dell’emergenza: il focolaio è partito da una nave da crociera con 147 persone a bordo; al momento della circolare si contano nove casi, con un tasso di letalità del 33%. Il virus Andes è un patogeno zoonotico che, a differenza di altri hantavirus, può presentare rari casi di trasmissione interumana in contesti di contatto stretto.
- Caratteristiche cliniche: l’infezione può causare la sindrome cardiopolmonare da hantavirus (HPS), una grave malattia respiratoria che inizia con sintomi aspecifici (febbre, cefalea, disturbi gastrointestinali) per poi evolvere rapidamente in insufficienza respiratoria acuta e shock. Non esistono attualmente vaccini o terapie antivirali specifiche.
- Valutazione del rischio in Italia: il rischio per la popolazione generale italiana ed europea è valutato come molto basso. Il roditore che funge da serbatoio naturale del virus non è presente in Italia, e i casi registrati nel nostro Paese in passato sono sempre stati importati dall’estero.
- Misure di prevenzione e quarantena: Per i contatti ad alto rischio (inclusi quasi tutti i passeggeri della nave e chi ha avuto contatti fisici diretti con i casi) è prevista una quarantena fiduciaria di sei settimane (42 giorni) con sorveglianza attiva quotidiana da parte delle autorità sanitarie.
- Protocollo diagnostico: la strategia di testing nazionale punta sull’uso della PCR per rilevare il virus nelle fasi iniziali dei sintomi. La circolare richiede alle Regioni di individuare laboratori di riferimento idonei per garantire la capacità diagnostica su tutto il territorio.
- Coordinamento istituzionale: il Ministero della Salute coordina le attività di monitoraggio e contact tracing, coinvolgendo numerosi ministeri (tra cui Istruzione, Università e Interno) e gli uffici di sanità di frontiera (USMAF) per vigilare sugli arrivi internazionali.