Prima Ora | Notizie scuola del 13 maggio 2026

BreakingNews.
Ascolta le ultime notizie
00:00
00:00
12.05.2026

Post contro figlia di Meloni, il docente che l’ha scritto tenta di nuovo il suicidio: è in coma. “Isolato da tutti”

Ancora un tentativo di suicidio per il docente 65enne del napoletano autore di uno scioccante post social contro la figlia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni pubblicato quasi un anno fa. L’uomo, vittima di una gogna mediatica, aveva già provato a togliersi la vita ingerendo un mix di medicinali e alcol.

Come riporta Il Corriere della Sera l’uomo, domenica 10 maggio, si è lanciato dal balcone della sua casa. Il quadro clinico è critico. Trasportato d’urgenza in ospedale, il professore presenta traumi multipli che interessano principalmente la colonna vertebrale e la parte sinistra del torace.

I rilievi dei medici evidenziano una situazione complessa: a livello della colonna dorsale si riscontrano fratture da schiacciamento sulle vertebre D4 e D6, oltre a un distacco parcellare sulla vertebra D11. La colonna lombare riporta invece fratture dei processi trasversi sinistri in tutte le vertebre, da L1 a L5. L’uomo è attualmente ricoverato in rianimazione in coma farmacologico.

A parlare del suo stato emotivo è stato don Luigi Merola, fondatore dell’associazione “A Voce de Creature” e padre confessore del docente, a Adnkronos. “Ci siamo sentiti via telefono più volte nel corso di quest’anno, l’ultima volta è accaduta ad aprile, in occasione della Pasqua. A distanza di tempo, continua ad ammettere di aver sbagliato, per lui non c’è stato perdono, portava addosso lo stigma sociale, non tutti riconoscono che negli esseri umani ci può essere una conversione, a tutti va data una seconda possibilità”.

“È finito nel tritacarne dei social, in un sistema dove tutti puntano il dito e nessuno ascolta davvero il dolore degli altri, è stato isolato dalla sua famiglia, dalla comunità scolastica, l’unico suo interesse di vita era la cura della mamma, anziana ed ammalata, il suo grande dolore è sentirsi solo, lontano da tutti. Viveva un momento di grande disperazione, l’ho assistito a distanza, l’ho ascoltato a lungo, è anche il compito di noi parroci, è vittima di un mondo che corre troppo veloce, incapace di ascoltare le grida d’aiuto, lui viene da famiglia estremamente cattolica ed anche la Chiesa è stata assente. In lui c’è stata una grave debolezza, l’ha pagata caramente”, ha concluso.

Le sue ultime parole in pubblico

“Non ho retto tutto l’accanimento mediatico nei miei confronti – aveva riferito dal letto d’ospedale dopo il primo salvataggio – Ho commesso un errore, ma non dovevo essere crocifisso in questo modo, mi hanno linciato. Ho chiesto scusa, non ce l’ho fatta”.

Dopo le dimissioni e la successiva sospensione cautelare disposta dall’Ufficio scolastico regionale “per tutelare la serenità della comunità scolastica” del liceo in cui lavorava, l’uomo si era chiuso in un isolamento totale. “Sono a casa, sto meglio. Non ho commenti da fare, ogni mia dichiarazione mi si ritorce contro. Da ora resto in silenzio”, erano state le sue ultime parole.

Il post incriminato

Ha augurato “alla figlia della Meloni la sorte della ragazza di Afragola, queste le parole del docente nel post Instagram, con riferimento a Martina Carbonaro, 14enne vittima di femminicidio. Frasi che hanno subito provocato lo sdegno da parte prima di Fratelli d’Italia (“Parole terribili che dovrebbero far riflettere sul clima di odio che si continua ad alimentare contro Giorgia Meloni e il suo Governo”), poi di diversi esponenti della politica, compreso il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

“Esprimo la mia forte solidarietà al presidente Giorgia Meloni per le ignobili minacce rivolte ai suoi affetti più cari. Stiamo verificando tutte le verifiche utili a individuare l’identità dell’autore di questo atto indegno. Le autorità preposte sapranno adottare provvedimenti esemplari: nessuna tolleranza verso la violenza”.

Anche la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti ha voluto esprimere solidarietà: “Sono rimasta esterrefatta dalla violenza del post contro la nostra Presidente. Voglio per questo esprimerle la mia  più sentita solidarietà e vicinanza per le gravi e ignobili minacce rivolte al suo affetto più caro. Ringrazio il Ministro Valditara per essersi immediatamente attivato per effettuare tutte le verifiche del caso per individuare l’identita’ dell’autore di questo atto indegno. Le autorita’ sapranno adottare adeguati provvedimenti che dovranno essere esemplari. Nessun tipo di violenza deve essere consentita a maggior ragione se si  fa parte del mondo della scuola.” 

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate