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Coding, tutti possono fare didattica innovativa: “la chiave è il gioco” (INTERVISTA ALL’ESPERTA CRISTINA GALFO)

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Programmare linguaggi informatici, “dialogare” con il computer e saper gestire il pensiero computazionale, anche partendo da zero: sono gli obiettivi che si pongono i docenti fautori del coding. La Tecnica della Scuola ne ha parlato con Cristina Galfo, insegnante di Modica laureata in Informatica, assunta a tempo determinato a Mantova, ideatrice e curatrice del blog codingcreativo.it contenente spiegazioni, tutorial ed esercizi di informatica per ogni ordine di scuola, di cui abbiamo già scritto su questa testata giornalistica.

Professoressa, come è nata l’idea?

Il blog coding creativo nasce dall’esigenza di creare una piattaforma ricca di esercizi di programmazione informatica, sulla base di quello che si svolge nella scuola di ogni ordine e grado. L’idea è rendere disponibile l’informatica per tutti, non per pochi, per realizzare un miglior futuro del nostro Paese. E sembra che ci stiamo riuscendo: in due mesi e mezzo abbiamo avuto 75.000 visite.

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Qual è l’obiettivo del blog didattico?

Lo scopo principale del blog è quello di proporre una didattica innovativa, anche sotto forma di gioco, qualunque sia il linguaggio di programmazione, scratch, javascript e molto altro. La “chiave” per avvicinare studenti e docenti è il gioco. L’Italia è un paese un pò indietro sotto questo punto di vista e mi è sembrato utile creare una piattaforma che aiuti nello studio mirato di tali discipline.

Perché la “chiave” è il gioco?

Penso, l’ho provato anche per esperienza, che attraverso il gioco è più semplice imparare la logica di programmazione. Si attirano i ragazzi molto più facilmente.

Quali programmi si spiegano nel blog creativo?

La programmazione di scratch è rivolta sia alle scuole elementari (livello base) sia alle superiori di primo e secondo grado (livello avanzato).

La programmazione dei vari linguaggi è rivolta principalmente alla scuola superiore di secondo grado ma anche alle università.

Oltre a scratch, quali linguaggi tratta il vostro blog?

Sono diversi: c’è algobuild, che serve a creare i diagrammi a blocchi, App Inventor, ma anche linguaggi di programmazione semplici, come il Php, e linguaggi di programmazione complessi, come il c, c++ e il java. Si affrontano le basi dell’HTML, dei CSS e del JavaScript per la creazione di template. Infine, ci sono le app con Android Studio e le basi dell’XML.

Quali riscontri avete sull’utilizzo del blog?

Alcune parti sono nate da precise richieste di studenti universitari e molti docenti, soprattutto della secondaria, utilizzano il blog come riferimento.

Sapere utilizzare i software informatici, può essere utile anche dopo la scuola?

Certamente. Ho intenzione di inserire tanti altri contenuti, utili a formare i giovani per il mondo del lavoro. Molte volte la scuola non riesce a preparare adeguatamente gli alunni, perché dovrebbe rivedere i programmi da svolgere costantemente e i docenti dovrebbero aggiornarsi di frequente.

Quindi, la sua iniziativa può essere considerata anche come una formazione on line?

Direi di sì. Il blog diventa utile anche per quei docenti che hanno bisogno di approfondire alcuni concetti richiesti dalle aziende e che possono spiegare facilmente seguendo le lezioni proposte nel blog: ai docenti dico sempre di non scoraggiarsi. Perché il coding alla fine dà grosse soddisfazioni, ma bisogna volerlo e avere tanta tenacia.