Nei giorni 30 settembre e 1° ottobre, Palazzo Medici Riccardi a Firenze ha ospitato il convegno “Fare Futuro”, un importante evento organizzato da INDIRE e promosso nell’ambito del Progetto Nazionale della Ricerca (PNRR). Rivolto a una platea che includeva rappresentanti del terzo settore, istituzioni locali e operatori della scuola, l’incontro si è focalizzato sulla rielaborazione del sistema educativo italiano attraverso l’analisi di quattro assi fondamentali, noti come le 4C: Connessioni, Cittadinanza, Contesti e Curricoli.
Per i docenti, l’evento ha rappresentato un chiaro appello all’azione, sottolineando come la preparazione delle nuove generazioni e la formazione continua degli adulti debbano procedere in coerenza con le dinamiche del cambiamento.
Il presidente di INDIRE, Francesco Manfredi, ha sintetizzato la sfida di “Fare Futuro nella scuola italiana” in tre concetti chiave che interpellano direttamente il corpo docente. La prima è la dinamicità, intesa come la capacità di implementare innovazione sistemica ma anche puntuale, sempre in modo responsabile e coerente con le condizioni del sistema scolastico. La seconda parola fondamentale è coraggio: è indispensabile per il personale scolastico scardinare le routine, spostarsi verso nuove attività e modi di pensare, e uscire dalla propria zona di tranquillità per riuscire a innovare.
Infine, la consapevolezza è cruciale, poiché solo decidendo e agendo in modo responsabile, sapendo che il cambiamento è ineludibile, la scuola potrà contribuire efficacemente a formare le nuove generazioni. Questo impegno non riguarda solo gli studenti, ma anche gli adulti, che necessitano di formazione continua per essere pienamente coinvolti nello sviluppo sostenibile delle comunità.
L’approccio delle quattro C, seguito da anni anche dal rapporto mondiale di monitoraggio dell’educazione, si allinea pienamente all’Agenda 2030 e all’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n. 4 sull’educazione. La Senior Policy Analyst UNESCO, Anna Cristina D’Addio, ha dettagliato l’importanza di queste dimensioni nella pratica educativa. I Contesti, ad esempio, superano la semplice nozione di luogo, definendosi come situazioni che determinano l’inclusione o l’esclusione dall’educazione; comprendere come abbattere le barriere contestuali è cruciale per l’operato quotidiano. Il Curricolo, invece, è stato descritto come una vera e propria trama di vita per il domani, poiché incide significativamente su come lo studente apprende oggi e su come agirà nel futuro.
A completare il quadro, le Connessioni (legami istituzionali, politici, professionali, umani, digitali e sociali) e la Cittadinanza, quest’ultima fondamentale per collegare la scuola – intesa come luogo di conoscenza e competenze – alla preparazione per il futuro e per la democrazia. Nel pomeriggio del convegno, dirigenti scolastici hanno potuto sviluppare concretamente queste tematiche, immaginando la scuola del futuro in laboratori e tavole rotonde.