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Concorsi, per il M5S assumere solo coi titoli è incostituzionale: il Pd sta con noi, faremo le prove d’estate

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“Sulla scuola non ci siamo fermati un attimo”: si intitola così il post della senatrice Bianca Laura Granato, capogruppo M5S in Commissione Istruzione.

“Se c’è un settore in cui il nostro impegno in questo periodo di emergenza è stato totale e costante, è stato quello della scuola”, continua la ‘grillina’ che dice anche di volere fare ordine si “notizie, voci, dichiarazioni, sul concorso per diventare insegnante. Una Babele che rischia di creare confusione soprattutto per chi ambisce a rivestire questo importante ruolo, magari dopo anni di precarietà”.

Granato (M5S): non ci sono altre soluzioni

La senatrice ricorda che “ieri sera la ministra ci ha dato una ulteriore ottima notizia: abbiamo ottenuto 16 mila posti in più per le assunzioni di docenti: 8 mila nel concorso straordinario e altri 8 mila per l’ordinario. Ebbene, sul concorso straordinario per la scuola secondaria, per i precari con 3 annualità di servizio, è il caso di chiarire alcuni punti, a favore di tutta la comunità scolastica in vista nella ripresa delle attività didattiche dal vivo a partire da settembre”.

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Secondo la Granato il concorso straordinario della secondaria, a questo punto per 32 mila posti, è “l’unica strada percorribile per arrivare all’obiettivo della stabilizzazione dei precari a settembre. Ogni altra soluzione rappresenterebbe solo il mantenimento dello stato di precarietà di migliaia di docenti per un altro anno: infatti la procedura individuata è l’unica espletabile in tempi contenuti, dato che – continua la pentastellata – l’alternativa proposta in vari emendamenti (corso di formazione in servizio con prova orale finale) comporterebbe comunque la conversione della cattedra non prima del 2021, con la certezza non solo di non poter ottenere dal MEF altri posti per le cattedre che si libereranno, ma addirittura di vedersi ridurre il numero complessivo degli attuali contingenti previsti”.

I ripensamenti di Bussetti

La senatrice se la prende con chi all’opposizione sostiene invece la via della procedura per soli titoli, definendola un “tranello della propaganda leghista, che con il suo ex ministro Bussetti nella legge di bilancio del dicembre 2018 aveva garantito una modalità concorsuale per i precari, salvo poi fare retromarcia ad aprile per individuare procedure non selettive al fine di adescare nuovi elettori in vista delle elezioni Europee 2019”. Poi, però, aggiunge “quei posti non sono stati assegnati e sono stati riproposti tali e quali nella legge di bilancio 2019 per il 2020”.

A proposito dell’emergenza Coronavirus che impedirebbe le prove concorsuali, Granato sostiene che è “una falsità: sono in corso di valutazione misure che consentano ai candidati di partecipare al concorso dalla propria provincia di residenza anche ove si candidino per cattedre in altri territori” e “in condizioni di sicurezza”.

Il Pd ha cambiato idea o no?

I 5 Stelle, quindi, continuano a tenere la porta del concorso per titoli rigorosamente chiusa: per la Granato bisogna valorizzare “il merito”, mentre “non è pensabile derogare dal dettato costituzionale che prevede che l’accesso i ruoli non può che avvenire tramite concorso selettivo, per esami e titoli”.

Proprio in giornata sui concorsi è iniziato il confronto in VII commissione al Senato. Decisiva, visti i numeri, sarà la posizione che assumerà il Partito Democratico. Quello a cui la senatrice del M5S si appella: “siamo certi di avere l’appoggio anche del partito democratico, il cui attuale capogruppo al Senato, Andrea Marcucci, nel 2015 dichiarava che il concorso deve essere l’unico canale di accesso al mondo della scuola. “Basta con le liste infinite”, diceva. Siamo d’accordo con lui, o lui con noi. Non importa, ma adesso non si perda tempo”.

Come abbiamo già avuto modo di scrivere, un punto che va ricordato è che negli ultimi cinque lustri non si è mai allestita una prova per soli titoli, visto che dalle stesse GaE si entra in ruolo dopo comunque avere svolto una prova selettiva per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento. Anche se è vero che mai si era arrivati ad oltre 200 mila supplenze annuali e a vivere una situazione di impedimento di attività come quella dettata dal Covid-19.

Graduatorie d’istituto da riaprire

La senatrice del M5S, infine, ha confermato che si sta operando perché “le graduatorie di istituto vengano trasformate in provinciali e aggiornate tramite modalità informatica con validità per il conferimento delle supplenze nel biennio 20/21 e 21/22. Un impegno che abbiamo assunto e che porteremo a termine”, sottolinea Granato, annunciando quindi l’imminente riapertura delle graduatorie d’istituto anche se con una configurazione diversa dall’attuale.

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