Le ultime misure contenute nel Documento di finanza pubblica del 2 ottobre e nella legge di Bilancio 2025 ridisegnano in modo significativo il sistema dei congedi parentali e dei permessi per assistere i figli. L’obiettivo è favorire un migliore equilibrio tra vita professionale e familiare, ampliando diritti e tutele per i lavoratori dipendenti, compresi i docenti.
Il documento finanziario anticipa modifiche al d.lgs. 151/2001, portando il limite di utilizzo del congedo parentale da 12 a 14 anni di età del bambino (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione/affido).
Resta fermo il limite complessivo:
Per i lavoratori dipendenti (unica categoria a cui si applicano le novità), i periodi indennizzabili vengono potenziati.
Le leggi di Bilancio 2023, 2024 e 2025 stabiliscono che fino a tre mesi possono essere indennizzati all’80%, anche frazionati a giorni o ore. La fruizione può essere alternata tra i genitori, anche negli stessi giorni.
L’INPS, con circolare 95/2025, chiarisce che la maggiorazione all’80% spetta:
Tutte le indennità maggiorate spettano solo se il congedo è usufruito entro i 6 anni di vita del minore.
L’art. 50 del documento di finanza pubblica modifica l’art. 47 del d.lgs. 151/2001.