Il Tribunale di Bari ha riconosciuto a un insegnante di religione un risarcimento pari a sei mensilità – circa 14 mila euro – per l’abusiva reiterazione di contratti a tempo determinato da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Una decisione che segue l’orientamento espresso dalla Corte di Cassazione con la sentenza del 23 novembre 2025 e che apre la strada a nuovi ricorsi.
Come riporta il Corriere, il docente coinvolto ha prestato servizio come precario dal 2007 al 2023, con una successione di contratti annuali, tutti dal 1° settembre al 31 agosto. Andato in pensione senza mai essere stato stabilizzato, ha deciso di rivolgersi al Tribunale per contestare quella che ha ritenuto un’illegittima ripetizione di rapporti di lavoro a tempo determinato. Il giudice gli ha dato ragione, riconoscendo il diritto a un ristoro economico.
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