Ancora atti di violenza a scuola, anche stavolta sono coinvolti i docenti. In un istituto di Reggio Emilia una insegnante è caduta all’indietro nel tentativo di sedare una mini rissa scatenatasi tra gli studenti. Lo riporta Il Resto del Carlino.
Ieri, 11 febbraio, intorno all’una, due ragazzi di classi diverse sono venuti alle mani per fatti ancora da accertare con chiarezza: la docente, 45 anni, che ha provato a dividerli, è caduta accidentalmente. L’istituto ha subito chiamato il 118 e un’ambulanza l’ha portata in pronto soccorso con un codice di bassa gravità. Per i due ragazzi intorno ai 17 anni, secondo le ricostruzioni, non ci sono stati invece dei provvedimenti da parte dei Carabinieri intervenuti.
“La prof l’ho sentita e sta bene. So che la mia collaboratrice ha subito sentito i genitori dei ragazzi coinvolti e sì, non è assolutamente un fatto abituale. Speriamo naturalmente che non si ripeta più”, queste le parole della dirigente scolastica.
“Dobbiamo ancora ricostruire bene l’accaduto – spiega la preside –, non ero presente in quel momento nella sede di Rivalta, ha raccolto tutto la mia diretta collaboratrice, che ha subito informato i genitori e parlato con i ragazzi. Valuteremo il da farsi, la dinamica precisa è da ricostruire, sarà mia cura acquisire tutti gli elementi. Non sappiamo il perché della zuffa. Queste cose non succedono mai, ma in ogni caso non devono ripetersi più. Anche se in questo caso si è trattato di un semplice parapiglia, ma ripeto parliamo di un episodio sul quale siamo intervenuti subito. L’ambulanza è stata chiamata per una naturale prudenza”.
Nel frattempo il Pacchetto Sicurezza promesso dal Governo Meloni composto da un decreto e da un disegno di legge, varato giovedì scorso dal Governo dopo due settimane di confronto, sta per vedere la luce e molto avrà a che fare con il mondo della scuola.
La fattispecie dell’arresto in flagranza consente di procedere entro 48 ore dal fatto se supportato da documentazione certa viene estesa ai reati di lesioni, violenza o resistenza commessi ai danni di docenti e dirigenti scolastici
Per gli atti violenti contro il personale scolastico si apre a una pena aggravata della reclusione da 2 a 5 anni, e in caso di lesioni personali gravi o gravissime, la pena sale, rispettivamente, da 4 a 10 anni e da 8 a 16 anni.
Viene poi introdotto il divieto di vendita ai minori, anche tramite piattaforme elettroniche (e-commerce), di strumenti da punta e taglio (le cosiddette armi improprie) che possono occasionalmente servire all’offesa della persona. Se si viola questo divieto, scatta una multa da 500 a 3mila euro, che può essere aumentata fino a 12mila euro in caso di reiterazione.
Si punta poi molto sulla prevenzione, con l’ampliamento dei reati che fanno scattare l’ammonimento del questore nei confronti dei minorenni dai 12 ai 14 anni. Inoltre, si prevede una sanzione amministrativa pecuniaria, da 200 a 1.000 euro, a carico di chi esercita la responsabilità genitoriale sul minore autore di reati legati al porto abusivo di armi o di strumenti atti ad offendere.