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12.02.2026

Giovani pazze per le unghie, in Emilia parte iter per avviare corsi formativi da onicotecnico: l’esperto della ‘nail art’ in voga tra antichi egizi e romani

Il mondo cambia, con esso anche le nuove generazioni e gli interessi dei ragazzi: adolescenti e giovanissime, ad esempio, da qualche tempo sono attentissime alla cura delle loro unghie, da colorare, trasformare, allungare, decorare e chi più ne ha ne metta. Quella di abbellire e personalizzare le unghie di mani e piedi, sino a farle diventare quasi delle opere d’arte, per un numero crescente di ragazze è diventata anche una professione. E diversi istituti di formazione, soprattutto se a corto di iscritti per via della denatalità da record, risultano particolarmente attenti a queste dinamiche. Perché attivare dei nuovi corsi di studio, più appetibili da parte di studenti e famiglie, diventa fondamentale per risollevare il numero degli iscritti e quindi scongiurare la chiusura della struttura.

Se poi sono più istituti a chiedere di avviare nuovi corsi, in linea con le esigenze del lavoro, ma anche con le preferenze degli stessi giovani, allora il discorso si fa serio.

Tra le professioni che stanno trovando spazio c’è anche quella di onicotecnico, il professionista specializzato nell’estetica delle unghie, quindi nel loro trattamento, oltre che nella nail art, ovvero l’arte di decorare le unghie tanto cara all’Egitto e alla Roma antica.

La proposta normativa, scrive l’Ansa, è stata avanzata dalla capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, Marta Evangelisti, e vuole dare specifico riconoscimento a questa attività, disciplinando il percorso formativo per ottenere la qualifica, e anche prevedendo sanzioni in caso di esercizio abusivo della professione. Una norma, ha sottolineato Evangelisti, “non più rinviabile, vista l’evoluzione del mercato e della richiesta”.

“L’attività di onicotecnico, ad oggi, è compresa in quella di estetista – ha spiegato – ma il comparto è ormai autonomo, comprende varie specializzazioni, tecniche mutuate dall’estero e una propria specificità rispetto a servizi estetici già esistenti”.

Inoltre, aggiunge, “visto che la professione è diffusa prevalentemente tra la popolazione femminile, una concreta disciplina in materia rappresenterebbe un’azione significativa per rafforzare l’iniziativa imprenditoriale delle donne” e “offrirebbe anche l’opportunità, a persone con disabilità, di poter esercitare liberamente la professione, diversamente da quella di estetista per la quale, a volte, sorgono difficoltà per il completamento dei corsi di formazione e di abilitazione”.

Il progetto di legge, composto di sei articoli, indica anche alcune materie fondamentali ai fini dell’acquisizione della qualifica, tra cui cosmetologia e igiene, chimica dei prodotti, tecnica di laboratorio e sicurezza sul lavoro.

L’ottenimento della qualifica – prevede ancora la proposta – è subordinato al superamento di un esame teorico-pratico, a seguito dello svolgimento di un corso regionale di 300 ore della durata di sei mesi, seguito da un periodo di attività lavorativa come dipendente di almeno sei mesi, da svolgere all’interno di un’impresa di onicotecnico.

La richiesta è stata anche presa in carico dalla Commissione Scuola e Lavoro dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, che ha avviato l’iter del progetto di legge per il riconoscimento della professione, intesa “come occasione di rilancio dell’imprenditoria femminile e volàno di integrazione per le persone con disabilità”.

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