Home Personale Contratto scuola: per quest’anno il bonus premiale resta ancora

Contratto scuola: per quest’anno il bonus premiale resta ancora

CONDIVIDI
  • Credion

Alcuni lettori ci chiedono se con l’entrata in vigore del contratto scuola il bonus premiale diventerà “contrattabile” già da subito.
La risposta è negativa e vediamo di chiarire bene la questione.
Il tema viene affrontato nell’articolo 39 bis (come si può intuire dal numero era stato inserito proprio nel cuore della notte tra l’8 e il 9 febbraio, poche ore prima della firma dell’ipotesi contrattuale).
L’articolo è chiaro e inequivocabile: il “nuovo fondo per il miglioramento dell’offerta formativa” partirà solo dal 2018/19, mentre per il 2017/18 restano ferme le regole solite.
In pratica il contratto prevede che le risorse del bonus premiale già esistenti (200 milioni all’anno) sommate con quelle destinate alla “valorizzazione della professionalità docente” stanziate con la legge di bilancio 2018 (10 milioni per il 2018, 20 per il 2019 e 30 a partire dal 2020) vengano utilizzate in parte per incrementare il fondo del MOF e in parte per finanziare l’aumento della “retribuzione professione docente”.
La quota del bonus che finirà nel MOF sarà soggetta a contrattazione di scuola esattamente come tutte le altre voci del fondo di istituto con una precisazione: dovrà essere utilizzata necessariamente per valorizzare la professionalità docente.
L’operazione viene ben chiarita anche dalla Cisl-Scuola in una serie di slides pubblicate sul sito del sindacato.
In una di queste si spiega appunto che “l’operazione nuovo MOF raggiunge 2 risultati: 1) porta più soldi di aumento sul cedolino dello stipendio, usando parte dell’accessorio per incrementare la RPD, voce fissa e destinata a tutti i docenti; 2) fa crescere complessivamente le risorse per l’accessorio riservate alla contrattazione sia di livello nazionale che di istituzione scolastica”.
“L’operazione – aggiunge ancora Cisl-Scuola – è stata possibile solo per l’accessorio dei docenti perché si sono utilizzate risorse rigidamente finalizzate per legge ma ne hanno avuto beneficio anche gli ATA perché, al netto degli aumenti così ottenuti per i docenti, abbiamo avuto più risorse disponibili per gli aumenti contrattuali del restante personale”.