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Contrordine: il tempo pieno resta ma nei limiti degli organici di diritto

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E’ tutto in salita il percorso parlamentare del cosiddetto “Bersani-ter”, il disegno di legge che propone misure urgenti in materia di istruzione. A capovolgere la situazione ci ha pensato la Commissione Bilancio della Camera nel corso della seduta del 24 luglio esprimendo un parere favorevole con molte condizioni.
L’intero provvedimento è stato passato al setaccio dagli esperti del Ministero dell’Economia e ormai la stessa Viceministro Mariangela Bastico, parlando delle osservazioni formulate da Viale Trastevere, usa il termine “controdeduzioni” quasi a sottolineare che i due Ministeri (Economia e Istruzione) non solo non collaborano, ma sono ormai in perenne conflittualità.
In realtà il testo approvato qualche settimana fa dalla Commissione Istruzione della Camera non era particolarmente “robusto” in quanto la copertura finanziaria di diverse disposizioni era del tutto aleatoria.
Per il Ministro Padoa Schioppa è stato un vero e proprio invito a nozze: salta l’ipotesi di esentare le scuole dal pagamento dell’Iva per gli acquisti destinati al funzionamento didattico (il Ministero della pubblica istruzione aveva quantificato l’onere in 25milioni di euro all’anno, corrispondenti ad acquisti per un importo di 125 milioni di euro, ma la somma è stata considerata del tutto inattendibile dagli esperti dell’Economia).
Anche sulla questione della Tarsu sono emersi problemi: il Ministero dell’Istruzione sostiene che le scuole potrebbero tranquillamente essere esentate dal pagamento della tassa dal momento che i Comuni potrebbero ricevere i fondi dal Ministero stesso che dispone allo scopo di quasi 39 milioni di euro stanziati sul capitolo di spesa 1204. Al Ministero dell’Economia, però, non si fidano troppo anche perché alle scuole sono state date ben altre indicazioni (una FAQ ministeriale sulla stesura del Programma annuale 2007 chiarisce che le spese per la Tarsu devono trovare copertura nel “capitoline” e non in altri finanziamenti che proprio la legge finanziaria ha ormai abolito).
Di questo specifico problema si parlerà dunque di nuovo quando si metterà mano alla legge finanziaria per il 2008.

Ma la decisione della Commissione Bilancio che più di altre farà discutere e che solleverà proteste di sindacati e associazioni riguarda la questione del tempo pieno. La formulazione finale chiarisce che il tempo pieno sarà reintrodotto “nei limiti della dotazione dell’organico di diritto determinata con decreto del Ministro della pubblica istruzione, con concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze”: rispetto alle scelte effettuate nel corso della precedente legislatura non cambia assolutamente nulla.