Home Attualità Covid-19: il pooling a scuola. Ma cos’è?

Covid-19: il pooling a scuola. Ma cos’è?

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Durante la trasmissione di Lilli Gruber, Otto e mezzo, l’immunologa Antonella Viola, dopo avere contestato alla Ministra Azzolina l’estrema confusione tra test sierologico e test antigenico, raccomanda, quale pratica efficace contro il contagio da Covid-19, il pooling.

Afferma l’immunologa: “Il test sierologico è uno strumento epidemiologico per capire l’incidenza del virus nella popolazione, non serve a livello individuale per capire se un soggetto è contagioso, per fare questo ci sono i test antigenici rapidi, magari facendo anche il pooling, mettendo più bambini a scuola insieme, come stanno facendo in Veneto, per avere la risposta rapidamente, per capire se nella classe ci sono altri bambini positivi o no.”

Il pooling

Scopriamo di che si tratta.

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Il Pooling, letteralmente aggregazione, è un metodo di analisi scientifico che analizzando più persone nel contempo, permette: con test risultato negativo, di escludere tutta la popolazione campione; con test risultato positivo, di procedere ad approfondire la ricerca del soggetto malato dividendo la popolazione in sottogruppi.

In altre parole, il pooling è un approccio che consente di velocizzare la procedura diagnostica e di risparmiare tamponi aggregando la popolazione da sottoporre ad analisi.

Viene spiegato in un sito biomedico:

“I pooled test, che in italiano possiamo tradurre con l’espressione test aggregati, si basano su una semplice idea di base: i campioni biologici provenienti da diverse persone possono essere aggregati in modo da essere analizzati una sola volta.

Se il campione risulta negativo è possibile escludere tutta la popolazione sottoposta al test grazie a quell’unica analisi; se il campione è positivo si procede ad approfondire la ricerca del soggetto malato dividendo la popolazione in sottogruppi.”

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