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Crisi all’italiana, come la vedono all’estero

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Secondo un sondaggio Swg per Agora, Silvio Berlusconi fa bene a tornare in campo per il 18% degli intervistati, percentuale che sale al 67% tra gli elettori del Pdl. Non fa bene per il 73% degli intervistati, percentuale che scende al 23% tra gli elettori del Pdl. Indecisi tra il 9 e il 10% tra intervistati e elettori del Pdl. Per la stampa internazionale, non ci sono dubbi: il ritorno in sella del Cavaliere cerca di arginare la dissoluzione di un partito da mesi in preda a convulsioni.
Il britannico Telegraph vede un Berlusconi che “mostra i muscoli con l’astensione in Senato”: “La mossa è avvenuta meno di un giorno dopo che Berlusconi stesso aveva detto che l’Italia è ‘sull’orlo di un abisso’, e che lui è ‘assediato da richieste’ dal suo partito per candidarsi a diventare primo ministro per la quarta volta in 20 anni”.
Particolarmente ampia la copertura mediatica della crisi italiana sulla stampa economica. Perfino il Business Day Sudafrica ha in prima pagina il titolo “Berlusconi ritira il sostegno al governo Monti”. E spiega che “La crisi è precipitata, originata da una lotta di potere all’interno del partito di Berlusconi, che è diviso su chi dovrebbe portare come candidato alle elezioni in primavera e con quale piattaforma”.
“I mercati hanno reagito nervosamente all’esplosione di incertezza politica”
In Parlamento, fa notare il quotidiano sudafricano, “la decisione di Berlusconi di escludere dai suoi sostenitori dal voto in Senato la mattina è stata letta come una dimostrazione del suo ritrovato comando sul partito in via di disintegrazione”.
“Berlusconi se ne va e fa traballare il governo italiano”
Per il Wall Street Journal, a questo punto è tardi: “Anche se il governo tecnico dovesse perdere il sostegno parlamentare del Pdl, tuttavia, le elezioni si terrebbero sei-otto settimane prima del previsto, il che è improbabile che faccia molta differenza per l’agenda di fine legislatura del signor Monti. Che consiste principalmente nel far passare il bilancio 2013, la cui bozza è già stata lavorata da commissioni parlamentari per diverse settimane”. D’altra parte, prosegue il WSJ, “con le elezioni che si avvicinano, i politici sono ansiosi di sottolineare la loro distanza dalle misure impopolari” adottate da Monti. “Ma molti vogliono anche identificarsi con l’eredità del signor Monti, non da ultimo perché è ampiamente percepito come colui che ha restaurato la credibilità internazionale dell’Italia. La sua sobrietà è stata una novità a Roma”.
Il britannico Independet vede una “minaccia di Berlusconi al governo”: ieri “Silvio Berlusconi ha segnalato che è pronto a tirare il tappeto da sotto al governo tecnocrate italiano di Mario Monti”.
“Il ritorno maleducato di Silvio”
Durissimo, senza giri di parole, il Financial Times, ‘storico’ avversario di Berlusconi. “Nel corso degli ultimi 12 mesi, il governo di Mario Monti ha lentamente riportato l’Italia sul sentiero della credibilità economica . si legge nell’editoriale – Una giornata caotica in Parlamento, ieri, rischia di segnare la fine di questa evoluzione virtuosa”.
“Non è ancora chiaro ciò che sta dietro mosse di Berlusconi – prosegue il quotidiano della City – La sua decisione di boicottare il voto di ieri era assurda, visto che il suo partito non si era opposto in precedenza a questo disegno di legge. Berlusconi potrebbe aver deciso di sparare un colpo di avvertimento al governo per il voto futuro sul divieto per criminali condannati di candidarsi per il Parlamento. Può anche aver cercato di riaffermare la sua leadership su un partito sempre più frammentato e di posizionarlo su di una piattaforma anti-Monti prima delle elezioni generali della prossima primavera”. In ogni caso, prosegue FT, “se Berlusconi conoscesse la vergogna, smetterebbe di giocare con il presente del suo paese per proteggere il suo futuro politico. Purtroppo, come la sua vita ha dimostrato, Il Cavaliere non conosce contrizione. L’anno scorso, ha portato l’Italia sull’orlo del collasso. Non avrebbe scrupolo a farlo di nuovo”.
Il quotidiano della City non risparmia una dura critica neppure ad Alfano: “Per questo motivo, la responsabilità di fermare Berlusconi la hanno i suoi alleati. Alcuni di loro hanno cercato di convincerlo a farsi da parte dalla politica. Purtroppo, hanno fallito. Invece di legare il proprio futuro politico a quello del loro leader screditato, dovrebbero dichiarare che sosterranno Monti fino alla fine del suo governo. Avrebbero poi la credibilità per creare un nuovo, riformato partito di centro-destra. L’Italia ha bisogno di questo, piuttosto che un nuovo partito guidato da Berlusconi”. (da Tg3)