A questo Governo piacere realizzare “fatti concreti, non chiacchiere“: a dichiararlo, il 26 febbraio, è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, presentando a Giungano, in provincia di Salerno, i dati relativi agli investimenti che il Governo ha messo in atto per le scuole della Campania, complessivamente oltre 2 miliardi e 660 milioni.
“Noi manteniamo sempre le promesse fatte – ha detto il Ministro -, ci piacciono i fatti concreti e non le chiacchiere: i fatti concreti sono gli stanziamenti importanti per la regione Campania e quindi anche per questa provincia e questi comuni. Voglio solo ricordare che abbiamo investito più di 150 milioni di euro per l’Agenda Sud in Campania. E per il piano Estate, per le famiglie gli studenti che d’estate non hanno la scuola che li accolga abbiamo investito più di 75 milioni di euro. Un miliardo e 660 milioni per l’edilizia scolastica, un investimento mai fatto prima”.
Valditara, riporta l’agenzia Ansa, ha anche annunciato che “i risultati delle iscrizioni saranno resi noti lunedì prossimo”, 2 marzo, “ma vi posso già dire che in Campania, sia in termini relativi che assoluti, le iscrizioni al 4+2, cioè alla riforma dell’istruzione tecnico professionale è la prima regione in Italia”, con boom di iscritti nel Napoletano. “Questo vuol dire che ci sono ragazzi e famiglie che credono nel futuro, nelle straordinarie opportunità di crescita di questa grande splendida regione”.
“Per la prima volta, nel 2025, i giovani, i bambini della Campania della seconda primaria, anche grazie alle nostre misure, sono arrivati primi in italiano in tutta Italia. Questi sono risultati concreti”.
Valditara è tornato a parlare anche dei metal detector, da installare per legge fuori le scuole che ne chiederanno l’utilizzo in chiave di prevenzione della violenza, adottati al fine di impedire l’ingresso di armi a scuola: servono, ha ribadito, per “proteggere la comunità scolastica. Chi parla di repressione non ha capito proprio nulla, salvo che non si intenda come diritto portare armi improprie a scuola. Ma credo che nessuna persona di buon senso voglia una cosa di questo tipo”.
Anche la “stretta” sulle sanzioni penali, previste dal decreto legge Sicurezza – appena bollinato e firmato dal Capo dello Stato – da assegnare a chi provoca lesioni, con pene portate a 5 anni e oltre, rientrano in questo contesto.
“Proprio qua in Campania, nel Napoletano, in una scuola due ragazzi hanno portato dei coltelli in classe, uno addirittura un coltello a serramanico. Ma sono episodi. Non dobbiamo qualificare – ha ancora detto – una intera gioventù con episodi che certamente non connotano i nostri giovani”.
Mentre, ha aggiunto, “nei confronti di chi fa il bullo, di chi esercita la violenza, di chi non rispetta le regole bisogna essere inflessibili“.
Per questi motivi, ha quindi sottolineato Valditara, ha “voluto fortemente riformare, per esempio, il voto di condotta, non perchè il ministro volesse essere repressivo ma perchè il ministro ha voluto lanciare un segnale di responsabilità. Senza questi due valori forti, la responsabilità e il rispetto non andiamo da nessuna parte”.
“Lanciare segnali di questo tipo – ha concluso Valditara – significa lanciare segnali di buon senso, di attenzione concreta alla comunità perchè siamo tutti stanchi di parole, di chiacchiere, di demagogia. Vogliamo fatti concreti e questo governo e questo ministro si stanno distinguendo per i fatti concreti”.