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Cyberbullismo alle strette

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Si affilano le armi contro il cyberbullismo. La legge approvata nel 2017 prevede che quando non è stata formalizzata una querela o presentata una denuncia il questore procede a una istanza di ammonimento nei confronti del minore ultra-quattordicenne.

Ma occorre una nuova stretta, secondo il Governo

Si vorrebbe in altri termini equiparare il bullismo alla stregua dello stalking, inserendo nello stesso articolo due aggravanti quando i fatti vengono commessi da tre o più persone oppure con finalità discriminatorie; e inoltre si stabilisce che anche in presenza di casi non particolarmente gravi i dirigenti scolastici debbano inoltrare una segnalazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni per l’adozione di provvedimenti amministrativi e non penali.

Per i reati di cyberbullismo si punta a perseguire anche chi ha una età al di sotto di 14 anni, chiedendo  che sia istituito, con un decreto ministeriale, un tavolo permanente alla presidenza del Consiglio, che sia stanziato un fondo di 150 mila euro e che siano coinvolte maggiormente le famiglie.

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Ma si inserirebbero pure dei meccanismi premiali per quegli studenti che si distinguono in esempi positivi. Il governo con il ministero dell’Istruzione ha varato un protocollo e a breve partirà una campagna di sensibilizzazione sulla tv pubblica.

La Lega, invece, punta ad introdurre sette articoli al codice penale e prende come punto di riferimento il codice di autoregolamentazione che prevede una distinzione tra utente adulto ed utente minore all’atto della connessione ad Internet.

La proposta di legge, depositata alla Camera, obbliga i provider ad offrire a chiunque abbia un accesso a Internet “servizi di Navigazione Differenziata, secondo le tecnologie esistenti”. Viene istituito un elenco dei provider presso il ministero dello Sviluppo.

Si punisce “ai sensi dell’articolo 528 il fornitore di connettività alla rete Internet che non adempie all’ordine dell’Autorità giudiziaria di interrompere la trasmissione di scritti, disegni o immagini osceni”. I provider che “violano e non rispettano quanto prescritto” incorrono in sanzioni amministrative (da 10 a 50 mila euro).