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Dagli studenti stranieri tanti elogi alle nostre mamme

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Ha offerto risultati indicativi l’indagine realizzata dall’associazione ‘Intercultura’ in occasione del vicino appuntamento di domenica 9 maggio, giornata durante la quale si festeggeranno la Festa dell’Europa e la Festa della Mamma. A proposito di quest’ultima celebrazione, gli studenti stranieri, ospiti nel nostro Paese per frequentare un corso di studi italiano, giudicano la mamma italiana ricca di dolcezza ma anche di un grande dinamismo. Il giudizio è stato colto attraverso i pareri raccolti tra gli oltre 400 studenti 17enni provenienti da più di 50 Paesi dei cinque continenti: si tratta di giovani che da oltre 8 mesi sono stati accolti gratuitamente da una famiglia italiana.
Ebbene, intervistato dall’associazione, attraverso un questionario a risposte multiple intitolato ‘L’Italia secondo te’, un giovane studente straniero su quattro (il 24%) ha detto che la mamma italiana adottiva è ‘bravissima, lavora troppo’. In altre parole – commenta Intercultura in una nota – hanno detto di essere sorpresi dalla capacità, tipica delle mamme italiane di saper conciliare i ritmi frenetici imposti dal lavoro, a quella di essere sempre presenti, fisicamente, mentalmente e soprattutto con il cuore, per dare una risposta alle mille esigenze, grandi e piccole, dei loro figli, sia quelli naturali, che quelli stranieri“.
Quasi la metà di loro hanno sottolineato che la donna che li ha ospitati è effettivamente  ‘materna’ (40%) e pulisce ‘tantissimo la casa!’ (31%). Una donna in grado, quindi, di trovare il tempo per avere ‘molti interessi’ (31%).
E’ interessante notare come questi ragazzi, che si stanno preparando domenica  a celebrare due feste, quella della mamma e quella dell’Europa, vedono noi italiani  – spiega Raffaele Pirola, responsabile dell’ufficio comunicazione e sviluppo di Intercultura- e, soprattutto, come descrivono la loro famiglia ospitante. Molti di loro, come quelli provenienti dai Paesi Scandinavi – Finlandia, Svezia, Norvegia –  cambiano opinione rispetto all’idea preconcetta di trovarsi davanti a una mamma italiana un po’ retrograda. Anzi, si stupiscono nello sperimentare quotidianamente come la propria mamma ospitante sia capace di saper cucinare benissimo, di pensare sempre ai figli e insieme di essere autonoma e moderna. Insomma, per dirla con le parole della nostra studentessa venezuelana Venezia Margarita: ‘è la migliore che si possa avere’“.
 Dall’indagine, comunque, non solo giunti solo apprezzamenti: gli adolescenti stranieri, se da un lato promuovono le mamme italiche, non hanno però dubbi nel bocciarne i figli. Per il 25% ‘I teenager italiani? Sono proprio dei mammoni’. Sono anche ‘troppo frivoli e attenti alla moda’ (24%). Quasi uno su tre risponde, anche, che i propri coetanei al contempo ‘sono molto ospitali’ (37%) e quasi uno su cinque che ‘sono originali nel loro modo di pensare’ (19%).
Per passare a una valutazione più globale sulla famiglia italiana, va sottolineato che viene sfatato dai giovani studenti stranieri un mito di cui andiamo orgogliosi: solo il 7% è rimasto colpito dal buon gusto nel vestire e nell’arredare la casa. Lasciano molto più il segno invece due altri stereotipi identificativi degli italiani: il calore (46%) e il saper cucinare bene (31%). E’ considerato scarso, invece, dal 10% degli studenti stranieri il nostro livello delle conoscenze linguistiche. Un aspetto che ci fa riflettere vista la recente bocciatura della lingua italiana dai bandi di concorso dell’Unione Europea.
Qual è infine l’idea dell’Italia in generale? Siamo dei gran campanilisti, afferma la canadese Marjorie: “Piace solo quello che è italiano”. Più in generale, colpisce innanzi tutto la forte differenza tra il nord e il sud, fortemente avvertita da metà del campione come prima risposta (52%), rimane impresso in seconda istanza, indelebilmente, quanta importanza diamo al cibo, vero motore di aggregazione sociale e famigliare (39%), per non parlare dei programmi tv, giudicati uno specchio del nostro Paese (12%). Gli aspetti più negativi? Ricompaiono, prepotenti, i giudizi severi espressi nei confronti dei coetanei: la difficoltà per i giovani di diventare indipendenti (40%), la scarsa conoscenza delle lingue (31%), l’eccessiva azione di condizionamento della vita degli italiani da parte della politica (24%).