Prima Ora - notizie del 8 giugno 2026

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08.06.2026

Dichiarazione redditi 2025, appello Schlein agli italiani: 2×1000 al Pd, useremo i soldi per difendere scuola pubblica, sanità e salario minimo

“Abbiamo bisogno di te: per il salario minimo, per difendere la sanità pubblica dai tagli, per difendere la scuola pubblica, per abbassare il costo delle bollette investendo sull’energia pulita e rinnovabile, per un vero piano per la casa e per i congedi paritari”. L’appello, realizzato attraverso un video su Instagram, è di Elly Schlein: riguarda la campagna sul 2×1000 – la forma di finanziamento pubblico ai partiti che ha preso il posto dei rimborsi elettorali – ed è indirizzata ai milioni di italiani che si accingono a compilare al dichiarazione dei redditi del 2025.

“Per fare queste battaglie – ha detto la segretaria del Partito Democratico – abbiamo fatto una scelta: essere liberi, indipendenti dai grandi interessi economici e privati. Per questo chiedo il tuo sostegno. Chiedo il tuo sostegno perché noi non vogliamo e non abbiamo grandi finanziatori”.

Il Pd vuole “ricevere poco da tanti, non tanto da pochi”

Schlein ha detto che il Pd preferisce “ricevere poco da tanti che non tanto da pochi” e per invia un messaggio a chi lo sostiene: “Quando fai la dichiarazione dei redditi puoi scegliere di destinare il 2×1000 al Partito Democratico, scrivendo il codice M20. È un gesto semplice, rimane anonimo, un gesto che a te non costa nulla, ma per noi fa tutta la differenza”.

Il contributo al Pd serve, sottolinea la numero uno dei dem, ad aiutare il partito “a rendere questa comunità sempre più aperta, sempre più libera, sempre più accogliente e sempre più radicata nei territori per cambiare l’Italia”.

“In un mondo in cui i miliardari finanziano la politica perché faccia i loro interessi, aiutaci a fare il tuo, aiutaci a fare l’interesse collettivo, a proteggere il bene comune. Scegli chi sceglie te, e insieme cambiamo le cose”, conclude Schlein.

Il Governo Meloni non aiuta la scuola

In passato, anche di recente, la segretaria del Partito democratico ha detto che “questo Governo non crede nella scuola”.

Bisognerebbe, ha aggiunto, “garantire una didattica che passa anche dal pagare meglio gli insegnanti, che sono purtroppo tra i meno pagati d’Europa“. In effetti, la distanza stipendiale tra i prof italiani e quelli Ue è di almeno il 20%.

Avvicinarci ai compensi europei, ha continuato la dem, significherebbe iniziare a “riuscire a mettere la scuola al centro di una grande ricostruzione del tessuto sociale. È da lì che si comincia a contrastare le diseguaglianze, a far ripartire l’ascensore sociale che si è bloccato”.

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