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Didattica a distanza, a settembre torna questo spettro nelle scuole superiori

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Manca veramente poco all’inizio dell’anno scolastico 2020/2021, le scuole hanno evidenti difficoltà ad avere locali idonei per ospitare tutte le classi in piena sicurezza anti Covid19.

Il timore diffuso in molte scuole di istruzione secondaria di II grado, licei, Tecnici e professionali, è quello di riprendere le lezioni, almeno in parte, a distanza. Gli enti locali non riescono a trovare locali aggiuntivi per tutte le scuole, lasciando, in modo particolare, le scuole superiori sguarnite di aule per iniziare regolarmente l’anno scolastico.

Doppi turni e didattica mista

L’alternativa sono i doppi turni per utilizzare le aule più grandi oppure i turni tra didattica in presenza e didattica a distanza. In buona sostanza a turno alcune classi faranno dei giorni di didattica a distanza, mentre le aule più grandi verranno usate da classi in presenza, per poi turnare e consentire a tutti di fare una didattica mista. Questo metodo consentirebbe ai docenti di svolgere le verifiche in presenza in tutte le classi.

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Sindacati chiedono ritiro linee guida

Francesco Sinopoli, segretario generale della FLC CGIL, dichiara: “In questi lunghi mesi di confronto – scontro con il Ministero abbiamo sempre sottolineato, inascoltati, il fattore tempo, adesso è chiaro perché le soluzioni che abbiamo proposto non sono state approntate: la didattica a distanza è una soluzione a basso costo già sperimentata in emergenza e oggi proposta addirittura come innovazione. Chiediamo il ritiro delle Linee guida che propongono una didattica inefficace per chi è in difficoltà e incapace di raggiungere la totalità degli studenti. C’è bisogno di forti e immediati investimenti per affrontare la riapertura e, soprattutto, per restituire alla scuola tutte le risorse tagliate negli anni”.

Le scriventi OO. SS. ribadiscono peraltro la necessità di ulteriori interventi di modifica della normativa vigente su aspetti che attengono la funzionalità delle scuole (supplenze, risoluzione contratti del personale assunto in base al DL 34/2020), da agevolare quanto più possibile nella presente emergenza, mentre ritengono che gli aspetti relativi alle prestazioni di lavoro rese nelle modalità a distanza attengano a disciplina di natura contrattuale e debbano pertanto essere affrontati in tale ambito

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