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Didattica, un giorno a settimana solo di laboratorio: ddl sul CrossCurriculum della sen. Blundo (M5S) [INTERVISTA]

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Tra le tante proficue sperimentazioni didattiche, nella scuola superiore ce ne è una poco conosciuta ma che merita un approfondimento: si tratta del CrossCurriculum, sperimentato per tre anni con ottimi risultati in alcuni licei di Belvedere Marittimo, in provincia di Cosenza.

Ne abbiamo parlato con la senatrice Enza Blundo, del Movimento 5 Stelle, che ha sposato il progetto sino a trasformarlo in un disegno di legge presentato alle commissioni di competenza di Palazzo Madama.

 

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Senatrice Blundo, mancano pochi giorni alla fine della legislatura: cosa lascia della sua esperienza sul fronte della scuola?

Durante i cinque anni di mandato parlamentare non sono rimasta chiusa nel Palazzo, ma ho visitato le scuole nei territori. Così ho scoperto e tradotto in proposta di legge una tra le migliori esperienze didattiche presenti in Italia, che consente di attuare il potenziamento del sapere e migliorare la qualità del nostro sistema scolastico anche nei gradi di scuola superiore. Mi riferisco all’innovativo impianto metodologico organizzativo denominato CrossCurriculum, sperimentato per tre anni con risultati eccezionali nei Licei di Belvedere Marittimo.

 

In cosa consiste questo metodo didattico rivolto alle scuole superiori?

Con il CrossCurriculum, l’organizzazione flessibile del monte ore e l’attivazione di insegnamenti opzionali sono destinati a potenziare il sapere e le competenze. Ciò si realizza attraverso la rimodulazione oraria, prevedendo un tempo di insegnamento pari a 50 minuti e la possibilità per ogni docente di avere a disposizione ulteriori tre moduli di 60 minuti da utilizzare in un giorno della settimana e suddividere le classi in gruppi di alunni omogenei.

 

Quali sono i vantaggi didattici?

Il recupero di ore contenuto nel CrossCurriculum è finalizzato a garantire la personalizzazione didattica e a favorire un ambiente democratico, dove i docenti attivano laboratori corrispondenti alle proprie attitudini professionali, anche al di fuori delle strette competenze disciplinari.

Del resto, la scuola pubblica può tornare ad essere un’eccellenza solo garantendo effettivamente uno spazio di vita esperienziale valido per tutti. Naturalmente ciò deve essere fatto salvaguardando i necessari tempi di studio per l’apprendimento dei linguaggi specifici delle diverse discipline.

 

Chi parteciperà ai laboratori?

Potrebbero parteciparvi anche i genitori o i professionisti che prestano la propria opera volontariamente, mettendo competenze al servizio della comunità scolastico – professionale e garantendo l’attivazione di centinaia di laboratori durante il corso dell’anno. I bisogni formativi di ogni studente sono soddisfatti al meglio, garantendogli un supporto ulteriore e personalizzato.

Con il CrossCurriculum si possono garantire tempestivamente degli interventi di recupero per gli studenti più bisognosi, ma anche dei laboratori di potenziamento, di eccellenza, delle vere e proprie olimpiadi disciplinari destinate a chi ha particolare talenti.

 

Ma non bastava l’alternanza scuola-lavoro?

Il modello proposto, garantisce la migliore attenzione ad ogni singolo studente, perché si danno risposte adeguate agli specifici e diversificati bisogni formativi di ognuno, garantendo anche la possibilità di sperimentare l’alternanza scuola-lavoro in modalità di impresa formativa e simulata, in orario curriculare per realizzare al meglio l’autoimprenditorialità chiesta da Bruxelles. Infatti gli studenti del triennio svolgono l’alternanza in modalità di “Impresa formativa simulata”, grazie alla quale sono le imprese e gli esperti a recarsi nella scuola e non viceversa, risolvendo un annoso problema. Una cosa semplice, efficace, logica.

 

Come si sviluppa l’attività laboratoriale?

Il CrossCurriculum agevola anche la realizzazione del Piano di miglioramento, con il quale la scuola deve indicare come intende risolvere i problemi emersi. Ogni attività – laboratorio viene svolta in una classe assegnata e sono gli studenti stessi a scegliere il laboratorio, aggregandosi per gruppi di livello – bisogno formativo, mentre i docenti hanno la possibilità di utilizzare un’aula dedicata utilizzando tutti i materiali didattici ritenuti utili e necessari.

La sperimentazione di flessibilità didattica e organizzativa descritta è stata proposta anche negli Istituti Tecnici e Professionali “Aletti” di Trebisacce, e la dirigente Marilena Viggiano è la coordinatrice della rete di scuole che utilizzano il CrossCurriculum.

 

Ma come la mettiamo col profitto? Non si rischia di sottrarre altro tempo alla didattica curricolare?

Gli esperimenti in atto hanno fatto registrare risultati eccellenti nelle prove INVALSI e nei test d’ingresso alle Università certificando la bontà del metodo. Il sapiente lavoro di sinergie tra i dipartimenti, le famiglie ed il Collegio dei Docenti, che hanno il compito di elaborare il Piano dell’Offerta Formativa “sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal Dirigente Scolastico” (comma 14/4 L.107/15) ha avuto successo.

 

Chi condurrebbe il CrossCurriculum?

Si potrebbe essere efficaci prevedendo l’ausilio di nuove figure professionali, come il pedagogista scolastico specializzato, nuova figura nei ruoli scolastici in grado di supportare al meglio i dirigenti e gli operatori scolastici nel coordinare l’attività didattica, affiancato se necessario dallo psicologo scolastico e dal mediatore culturale, figure concepite per garantire in equipe una reale attenzione al singolo studente e presenti nella proposta di legge da me presentata.

 

Ma con il CrossCurriculum il ruolo del docente non diventa secondario?

Niente affatto. Nel disegno di legge ho voluto seguire le indicazioni Ocse per far tornare al centro l’insegnante, garantire la formazione continua, soprattutto nelle materie più innovative e creare una “comunità”, dove genitori, insegnanti e alunni collaborino insieme per transitare dalla scuola prêt à porter alla didattica sartoriale.

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