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Diplomati magistrale, il decreto Miur li lascia fuori dalle GaE ed è foriero di ulteriori ricorsi

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Anche il decreto ministeriale n. 506 pubblicato il 19 giugno, sull’aggiornamento annuale delle GaE, delude le aspettative dei maestri con diploma magistrale. Perché preclude la possibilità di nuovi inserimenti in graduatoria, per cui anche coloro che sono in possesso del diploma magistrale conseguito prima dell’a.s. 2001/2002, non potranno inserirsi.

Il decreto, si limita a disporre le operazioni dello scioglimento della riserva e l’aggiornamento solo per coloro che sono già inseriti nelle graduatorie ad esaurimento in attesa del conseguimento del titolo abilitante; per chi è incluso negli elenchi del sostegno che, pur presenti nelle GaE, hanno conseguito il titolo di specializzazione; per chi ha acquisito i requisiti per beneficiare della riserva dei posti.

In poche parole, continua a rimanere in auge la situazione di un paio di mesi fa, quando scrivemmo che sui diplomati magistrale “tutti chiedono ma nessuno decide”.

In mezzo alla notizia

“I diplomati magistrali saranno costretti ad impugnarlo”

L’atto dovuto del Ministero non incide, quindi, nella vertenza in atto dei diplomati magistrali che tuttavia saranno costretti ad impugnare tale decreto.

“Ciò – commenta polemicamente Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola – contribuisce ad aggravare e a rendere ancora più incerta la situazione di migliaia di docenti. Ci saremmo aspettati un diverso approccio da parte del nuovo Governo – aggiunge Turi –  che, invece di risolvere definitivamente la questione, ha deciso ancora una volta di ‘non decidere’, diramando un nuovo decreto con cui nulla prevede per i diplomati magistrali”

“Serve un provvedimento di legge urgente”

La questione, secondo la Uil Scuola, “non può essere risolta attraverso atti giurisdizionali bensì con un provvedimento di legge urgente, già rivendicato da tempo anche con indicazioni di merito. Un atto tardivo induce l’intasamento delle aule di Giustizia amministrativa ed il perpetrarsi della assoluta incertezza sul futuro dei docenti coinvolti”.

“Sosterremo, presso il Governo – conclude il sindacalista Uil – la necessità di emanare un decreto legge e, contestualmente, in sede giudiziale un ricorso ‘cautelativo’ per tutti coloro che hanno un ricorso pendente innanzi al Giudice Amministrativo”.

La previsione sui ricorsi si avvera subito

La previsione della Uil non ha tardato a realizzarsi: nella stessa giornata, infatti, l’Anief annunciava la volontà di avviare “una nuova azione legale, per sollevare dinnanzi al Tar del Lazio una precisa questione pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, al fine di evidenziare la violazione da parte dello Stato italiano dell’art. 5 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla Direttiva Comunitaria 1999/70/CE. Parallelamente, i legali del giovane sindacato hanno intenzione di chiedere, a breve, la trasmissione del ricorso all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, in modo da dirimere la questione della valenza erga omnes delle sentenze di annullamento dei decreti di aggiornamento GaE già passate in giudicato”.

A spianare la strada all’azione degli avvocati, spiega lo stesso sindacato autonomo, è stata proprio “la pubblicazione, avvenuta tre giorni fa, del Decreto Ministeriale n. 506/2018 che apre una nuova finestra volta alle operazioni annuali di aggiornamento delle Graduatorie a Esaurimento”.

“Ora, il mancato inserimento nelle GaE dei docenti con diploma magistrale abilitante, infatti, secondo lo studio effettuato dall’Ufficio Legale Anief, viola la clausola 5 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla Direttiva 1999/70/CE poiché, se non fosse possibile l’inserimento nelle GAE, l’ordinamento interno non prevedrebbe alcuna efficace misura preventiva o sanzionatoria rispetto all’illegittima reiterazione dei contratti a termine stipulati dagli insegnanti in possesso del diploma magistrale”.