Home Attualità Dirigenti scolastici: e se ci fosse un organico Covid anche per loro?

Dirigenti scolastici: e se ci fosse un organico Covid anche per loro?

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In questa settimana due notizie provenienti dal mondo della scuola dimostrano le differenze sostanziali con cui si affrontano, in territori diversi, le tematiche per realizzare un servizio scolastico di qualità capace di elevare i livelli essenziali delle prestazioni migliorando le performance degli studenti.

Da Bolzano

La prima, positiva, viene da Bolzano con la pubblicazione in data di ieri 6 agosto dei candidati che hanno superato la preselettiva del concorso per 12 Dirigenti scolastici. La prova si era svolta il 6 luglio scorso, nonostante l’emergenza sanitaria, per permettere alla Sovrintendenza scolastica di Bolzano di poter disporre tra due mesi di una nuova graduatoria di Dirigenti scolastici ed eliminare le cinque reggenze attuali e garantirsi un turn over sino al 2025.

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La prova scritta si farà il prossimo 8 settembre ed entro l’anno si potrà disporre di nuovi Dirigenti scolastici.

Dal Ministero Istruzione

La seconda notizia, purtroppo negativa e pessima per le conseguenze disastrose che possono verificarsi per la scuola italiana viene dai Ministeri dell’Istruzione e dell’Economia e Finanze che hanno deciso, pur di fronte alla necessità di assegnare a circa 700 scuole un dirigente  scolastico  titolare, come solennemente annunciato dal Ministro, di procedere alla nomina di soli 396 nuovi Dirigenti scolastici, lasciando  scoperte e quindi creando 400 reggenze che dovranno essere  assegnate ad altri 400 Dirigenti già titolari presso altre scuole e provocando per questo un disagio a 800 scuole e, quindi, a circa il 10 %  delle scuole italiane che sono 8000 circa.

Questa decisione scaturisce, secondo il Ministero dell’Istruzione, dalla pessima legge 178 del 30 dicembre 2020, comma 978 (legge di bilancio per il 2021) che ha ripristinato sì i parametri previsti dalla legge 59 del 97 per l’autonomia delle Istituzioni scolastiche: 500 alunni e non più 600  (ovvero 300 e non più 400 per le scuole situate in piccole isole, in comuni montani, in aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche) come riferimento per l’assegnazione alla scuola di un Dirigente titolare e di un Direttore Dei Servizi Generali e Amministrativi in via esclusiva, ma limitatamente al solo anno scolastico 2021-2022.

Legislazione dissociata

Se nel commentare e parlare di scuola abbiamo fatto sempre ricorso alla legislazione esclusiva prevista dall’art.33 della Costituzione e alla legislazione concorrente prevista dall’art. 117, possiamo affermare che il comma 978 della Finanziaria 2021 è frutto di una legislazione dissociata.

Dissociata dalle problematiche educative della scuola dell’autonomia, dissociata dalle conseguenze amministrative e contabili che comportano un dimensionamento scolastico ridotto a un solo anno, dissociata dalle regole della sostenibilità delle organizzazioni educative che pure rivendichiamo con forza con l’Agenda 2030 e con i documenti programmatici del Ministro che giustamente considerano la scuola “Motore del Paese”.

Questo limite annuale al solo 2021 ha impedito alle Regioni, di conseguenza, di programmare una nuova rete scolastica con i nuovi parametri e il Ministero dell’istruzione ha ritenuto opportuno non considerare le 384 scuole che con un numero di alunni da 500 a 600 tornavano ad essere titolari di Dirigente, Direttore SGA e una segreteria , utili per i trasferimenti interregionali di circa 1200 Dirigenti scolastici che in periodo di pandemia svolgono brillantemente il loro lavoro a migliaia di km dalla propria famiglia e neanche utili per assegnarle ai candidati del concorso del 2017.

La conseguenza inevitabile e lo vedremo a fine agosto sarà la creazione di 400 scuole da assegnare a reggenza mettendo a rischio i processi di miglioramenti necessari a rimediare alle difficoltà della didattica a distanza, palesate solennemente anche dall’Istituto Invalsi che ha visto aumentare di circa 6 punti, nel confronto con il 2019, la dispersione implicita, che fa riferimento a quanti studenti, pur raggiungendo il diploma, dimostrano competenze paragonabili ai loro omologhi di 16 anni o di fine scuola secondaria di primo grado.

Questo non avviene a Bolzano

L’attenzione verso il management delle Istituzioni scolastiche dell’Alto Adige, si riverbera positivamente sia nel calcolo della dispersione esplicita (solamente lo 0,05% degli studenti abbandona gli studi in obbligo scolastico prima dei 16 anni), sia della dispersione implicita e nei dati OCSE-PISA 2018, che hanno rilevato una buona preparazione dei quindicenni del Trentino Alto Adige, espressione di buon livello qualitativo del sistema di istruzione, ottenendo risultati superiori ai valori medi nazionali di oltre 20 punti in tutti e tre i domini e, in particolare, per quello della lettura e della matematica anche superiori alla media OCSE.

Questi risultati e queste premesse hanno spinto il Sovrintendente Scolastico di Bolzano, Dott. Gullotta a puntare sulla “prevenzione per azzerare il tasso di abbandono scolastico di ragazzi al di sotto dei 16 anni e di riuscire ad accompagnare al completamento degli studi quei ragazzi che abbandonano la scuola dopo aver compiuto i 16 anni, ma senza alcun titolo di studio“.

L’organico Covid per i dirigenti scolastici

In questi anni di pandemia, per venire incontro alle tante e giuste esigenze, si è creato l’organico covid per i docenti, l’organico covid per gli ausiliari, ma quando si arriva a parlare dei Dirigenti scolastici si pensa che “IL MOTORE DEL PAESE” possa funzionare senza un AUTISTA titolare. L’organico Covid per i Dirigenti scolastici permetterebbe di assegnare a tutte le scuole con più di 500 alunni un Dirigente scolastico, un Direttore SGA e una segreteria amministrativa di supporto alla progettualità delle scuole. 

Un uso corretto dei finanziamenti del PNRR permetterebbe di dotare tutte le istituzioni scolastiche di un’adeguata governance interna, in grado di presidiare con sistematicità i processi organizzativi funzionali allo scopo ad esse assegnato e in occasione della Legge finanziaria per il 2022 si potrebbe riparare al vulnus portando a regime quanto previsto dal comma 978 e rilanciare gl’investimenti per un’istruzione di qualità e inclusiva.