Home Personale Dirigenti scolastici, perché sono così “odiati” dai docenti?

Dirigenti scolastici, perché sono così “odiati” dai docenti?

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Sulla nostra pagina Facebook, nelle scorse settimane, si è infiammato il dibattito sui dirigenti scolastici.

Diversi post sull’argomento sono stati oggetto di pesanti critiche da parte degli utenti della nostra fanpage.

Chi li attacca per essere “despoti”, altri, invece, mettono nel mirino il loro “generoso aumento contrattuale”.

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In realtà il ruolo del dirigente scolastico è molto complicato, in tutte le sue sfumature, ma per l’opinione pubblica (in particolare  peri docenti) il dirigente scolastico non è un lavoro gravoso esattamente come quello del docente.

Rispetto al professore, il dirigente scolastico deve avere grande capacità gestionale, ascolto e pazienza e soprattutto un’azione di delega non indifferente (soprattutto quando si tratta di dover gestire più plessi, caso sempre più frequente).

La “Buona Scuola” aveva riportato in auge la formula del “preside sceriffo”, ma lo ha fatto diventare un manager di carattere amministrativo, non il leader educativo della scuola con un staff di docenti e di organi collegiali chiamati ad aiutarlo.

L’abolizione della “chiamata diretta” limita nuovamente il ruolo dei presidi, ma il loro compito, a volte ingrato, non può essere osteggiato.

Perché fare una guerra tra “pari” e non realizzare tutti insieme un vero rilancio della scuola partendo dal “basso”?

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