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Dirigenti scolastici: taglio agli stipendi

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La questione covava sotto la cenere già da molto tempo, ma adesso sta esplodendo: il fondo unico nazionale che serve a pagare la retribuzione accessoria dei dirigenti scolastici sta diminuendo rispetto agli anni passati e questo sta provocando di fatto una riduzione degli stipendi nell’ordine di 150/200 euro al mese.
Il problema è molto complesso e si trascina da almeno un paio di anni; in estrema sintesi il fatto è che il FUN (Fondo unico nazionale) è alimentato dalla RIA (retribuzione individuale di anzianità dei dirigenti cessati dal servizio per collocamento in pensione) ed è oggetto di contrattazione regionale integrativa.
Secondo il MEF, però, il FUN non può più essere incrementato perchà l’articolo 9 del decreto legge 78/2010 stabilisce che le retribuzioni individuali dei dipendenti statali non possono aumentare; i sindacati sostengono però che utilizzare la RIA dei dirigenti andati in pensione non determina nessun aumento di spesa.
L’Ufficio Centrale del Bilancio è di parere opposto e in questi anni ha bloccato la maggior parte dei contratti integrativi regionali.

 

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Non più tardi di un mese fa l’ANP aveva usato parole pesanti e aveva parlato di scippo ed esproprio e aveva definito predatorio il comportamento dell’Amministrazione.
Nel frattempo tutti i sindacati dell’area V hanno proclamato lo stato di agitazione e adesso la questione è arrivata anche in Parlamento perché due deputati del PD (Maria Grazia Rocchi e Mara Carocci) hanno anche presentato una interrogazione chiedendo al Governo di chiarire cosa intende fare per affrontare e risolvere il problema.
Le due parlamentari non sono tenere con il Ministero e sottolineano che “oltre alla consistente perdita retributiva, appare intollerabile una situazione nella quale si cumulano gli effetti di interpretazioni restrittive dell’Ufficio Centrale per il Bilancio e quelli di comportamenti ‘fai da te’ degli Uffici scolastici Regionali”.
Adesso si attende la risposta del Ministro.

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