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Dirigenza scolastica addio, torniamo ai presidi

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Il grande rumore che si è fatto e si sta facendo intorno al cosiddetto “disegno di legge Aprea” ha oscurato (forse ingiustamente) un altro disegno di legge su materia analoga presentato dall’Italia dei Valori che potrebbe riscuotere consensi in una parte del mondo sindacale e magari anche all’interno del variegato mondo dei movimenti di base.
Il ddl contiene disposizioni che potrebbero cambiare, e non poco, l’assetto del nostro sistema di istruzione.
Intanto ci sarebbe una prima novità: cancellazione della figura del dirigente scolastico e ritorno alla figura del preside come “primus inter pares” a cui dovrebbe competere – si legge nella relazione introduttiva al ddl – “un’attività di gestione dell’istituzione scolastica nonché di coordinamento delle attività degli altri organi collegiali interni alla scuola preposti alla pianificazione e all’organizzazione della didattica curricolare ed extracurricolare”.
La proposta mira tra l’altro a ridimensionare, se non ad azzerare quasi del tutto, la funzione di “datore di lavoro” che in questi anni il dirigente scolastico ha di fatto assunto.
Ma il dato più interessante riguarda lo stato giuridico di tutto il personale della scuola: l’Italia dei Valori propone l’istituzione di un’area unica di contrattazione
in cui dovrebbero essere collocati Ata, docenti e presidi. La grande novità è però un’altra: al comparto scuola non si applicherebbero le norme contenute nel testo unico 165 del 2001 e neppure le regole sulla privatizzazione del rapporto di pubblico impiego del 1993.
A dire il vero non si tratta di una proposta particolarmente originale in quanto questo è da anni il grande cavallo di battaglia dell’Unicobas che ritiene che proprio i bassi stipendi del personale della scuola siano da addebitarsi proprio alla situazione normativa attuale.
Quanto agli organi collegiali il partito di Di Pietro sembra avere le idee molto chiare: bisogna ripristinare organi defunti da tempo come per esempio i consigli di distretto e quelli provinciali (difficile comprendere come questa idea si concili con la battaglia sulla soppressione delle province che l’IdV sta conducendo su un altro fronte).
Anzi, l’IdV ha persino in mente di creare un nuovo organismo nazionale con articolazioni regionali: il collegio nazionale dei docenti (se ne può far parte partecipando ad un apposito concorso per titoli ed esami) che avrebbe tra l’altro il compito di valutare il sistema scolastico (in tal modo, sostiene il partito di Di Pietro, l’Invalsi potrebbe benissimo essere soppresso) e di fissare la retribuzione oraria del personale docente.
Alla ripresa dei lavori parlamentari l’Italia dei Valori si farà certamente sentire ancora sulla riforma degli organi collegiali della scuola anche nel tentativo di far sì che qualcosa del proprio progetto venga recepito nel “ddl Aprea”.
L’impresa appare ardua, ma Pierfelice Zazzera, vicepresidente della Commissione Cultura della Camera, conta di far sentire la propria voce.

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