Dal 9 al 14 febbraio si svolge in tutta Italia la settimana di mobilitazione “La libertà d’insegnamento non si reprime”, promossa dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università insieme a Docenti per Gaza. Un’iniziativa nata per denunciare quello che gli organizzatori definiscono un grave attacco alla libertà educativa e al pluralismo culturale nella scuola pubblica.
Al centro della protesta c’è l’intervento politico di esponenti locali di Fratelli d’Italia e Lega, che hanno chiesto — ottenendo dal Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara — ispezioni e possibili sanzioni nei confronti di docenti e studenti di circa 500 scuole italiane. Le scuole coinvolte avevano partecipato a una lezione online tenuta da Francesca Albanese, relatrice ONU, dedicata alla crisi umanitaria a Gaza e al fallimento del diritto internazionale nel fermare il genocidio in corso.
Secondo i promotori della mobilitazione, si tratta di un’ingerenza politica inaccettabile nella libertà didattica e culturale delle istituzioni scolastiche, che mina il ruolo della scuola pubblica come spazio di confronto critico, pluralismo e formazione democratica.
A questo si aggiunge la denuncia di un ulteriore episodio considerato particolarmente grave: il tentativo di schedatura degli “insegnanti di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni” attraverso un questionario promosso da Azione Studentesca, organizzazione legata a Gioventù Nazionale e quindi a Fratelli d’Italia. Un’iniziativa che viene definita dagli organizzatori come un atto intimidatorio e liberticida.
Durante la settimana di mobilitazione, i docenti di ogni ordine e grado possono utilizzare in classe materiali didattici prodotti da esperte ed esperti, dedicati ai diritti umani, al diritto internazionale, alla sua attuale inefficacia nel fermare il genocidio a Gaza, e più in generale alle guerre e alle aggressioni imperialiste delle grandi potenze.
La mobilitazione si concluderà con una giornata di presidi e manifestazioni il 13 febbraio in numerose città italiane. Uno degli appuntamenti più importanti è in programma Palermo a partire dalle ore 16.30.
Al centro delle iniziative ci sono la difesa della scuola pubblica e il richiamo ai principi costituzionali e in particolare all’articolo 11, che sancisce il ripudio della guerra, e all’articolo 33, che tutela la libertà d’insegnamento. Valori che, secondo i promotori, rappresentano il fondamento democratico dell’istruzione e che oggi vengono messi seriamente in discussione.